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   numero di 07/05/2014
Finanza e investimenti

Nel 2013 cala ancora l'importo medio erogato di prestiti e mutui
Bastianelli (CRIF DS): L’anno si è chiuso con -3,5% per i mutui, -3,8% per i prestiti personali e -2,7% per i prestiti finalizzati. Tale dinamica risponde a comportamenti di spesa più oculati e destinati a prodotti di importo più contenuto

I mutui ipotecari hanno registrato nel 2013 un importo medio pari a 141.254 euro, più basso del -3,5% rispetto al 2012. Dinamica simile anche per i prestiti, con quelli personali che hanno fatto segnare una flessione del -3,8%, attestandosi a 12.185 euro, mentre quelli finalizzati sono calati del -2,7%, con un importo pari a 3.979 euro.
Questo emerge da un report di CRIF Decision Solutions (società del Gruppo CRIF specializzata nella realizzazione e gestione di sistemi di supporto decisionale all’erogazione del credito), che ha analizzato i dati relativi all’importo medio erogato alle famiglie italiane nel corso dell’anno 2013, distinto per le diverse forme tecniche del credito al dettaglio (mutui, prestiti personali e prestiti finalizzati).
Sulle diverse forme tecniche del credito al consumo e dei mutui immobiliari ha giocato un ruolo importante la debolezza della domanda interna, con particolare evidenza nei consumi durevoli, condizionata dal calo del reddito disponibile. Inoltre, rimane critica la situazione del mercato del lavoro, dove il tasso di disoccupazione è continuato a crescere e il numero di occupati si è attestato sui livelli minimi degli ultimi 5 anni. In questo scenario anche l’offerta di credito si è mantenuta restrittiva e le nuove erogazioni di finanziamenti all’economia si sono ridotte.
Del resto, per quanto il 2013 si sia chiuso con segnali incoraggianti nel complesso si è configurato come un anno di ulteriore crisi economica. Solo gli ultimi mesi del 2013 hanno infatti confermato i segnali positivi emersi nei mesi centrali dell’anno. Sebbene lentamente, le principali variabili macroeconomiche hanno cominciato a seguire un trend di recupero: permane un quadro economico ancora fragile ma con prospettive decisamente più favorevoli.
In termini di consistenze, secondo dati di Banca d’Italia i tassi di variazione dei prestiti alle famiglie nel 2013 hanno fatto registrare complessivamente un -1,5%. L’offerta ha seguito un atteggiamento orientato alla cautela e a criteri di forte selettività, prevalentemente per le tensioni sui livelli di rischio di credito e per la necessità degli operatori di salvaguardare la redditività e gli attivi bancari.
Inoltre, nel corso dell’anno i tassi di interesse sulle nuove erogazioni sono rimasti elevati, sebbene in lieve calo, e tali condizioni poco allettanti hanno scoraggiato la domanda. A fine 2013 il tasso medio di interesse sui mutui si è attestato al 3,4% circa, confermandosi al di sopra della media europea, così come per i tassi relativi al credito al consumo (circa al 7,8%).
La diminuzione degli importi medi dei singoli contratti, ormai evidente da diversi periodi, è il riflesso anche della prudenza delle famiglie italiane, alle prese con un mercato del lavoro molto debole e prospettive ancora incerte, anche se in miglioramento. Nello specifico, le famiglie hanno confermato anche per l’intero 2013 un atteggiamento sostanzialmente attendista, posticipando l’investimento sulla casa e gli acquisti di beni e servizi, specie quelli di importo più consistente o considerati non strettamente indispensabile. Questo ha determinato una debole propensione a rivolgersi agli Istituti di credito per finanziare le spese e, soprattutto, ha prodotto una contrazione degli importi medi richiesti, oltre che ad un allungamento dei piani di rimborso, nel tentativo di trovare soluzioni il meno possibile impattanti sul reddito disponibile.

“Confrontando l’andamento degli importi medi registrati negli anni, a partire dal 2007 attraverso gli anni recenti di crisi dell’economia italiana - commenta Daniela Bastianelli, Senior Analyst di CRIF Decision Solutions – si evidenzia una contrazione davvero importante per i prestiti finalizzati (-35% nel 2013 rispetto al 2007). Tale dinamica risponde a comportamenti di spesa più oculati e destinati a prodotti di importo più contenuto. Le variazioni negative degli importi medi per i prestiti personali e i mutui immobiliari risultano decisamente meno mercate, comunque al di sotto del 10% anche se si considerano i livelli massimi raggiunti in questi anni nelle diverse forme tecniche”.



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