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   numero di 07/05/2014
Finanza e investimenti

Continua l'ottimismo sulla crescita per il 2014, anche con tassi piu' alti
Hartnett (BofA Merrill Lynch): La recente volatilità del mercato ha portato gli investitori a ridurre la loro tendenza estrema al rialzo sui titoli growth USA. Meno pessimismo sugli Emerging Markets

La fiducia degli investitori nella crescita economica globale resta elevata, anche se aumentano le aspettative di tassi più alti a breve termine. E’ quanto emerge dalla BofA Merrill Lynch Fund Manager Survey di aprile.
L'indagine ha mostrato che il numero di investitori che ritengono che l'economia mondiale crescerà nel corso dei prossimi 12 mesi è stato costante, a un “bullish” 62%, dato invariato rispetto a marzo e superiore al 56% nel mese di febbraio. Questo punto di vista sostiene le aspettative di profitto: il 44% degli investitori ritiene che profitti miglioreranno nel corso dei prossimi 12 mesi, contro il 40% di marzo e febbraio.
Tuttavia, le aspettative di tassi più elevati a breve termine sono in crescita, con il 66% che ritiene che tassi a breve saliranno nel corso dei prossimi 12 mesi, contro il 55% sia in marzo sia in febbraio, la precentuale più alta in tre anni. Questa attesa di normalizzazione nelle politiche monetarie però, non ha cambiato opinione sui tassi a lungo termine: il 72% crede che saranno più alti tra 12 mesi, in leggero calo dal 74% in marzo e il 73% in febbraio. Nel loro insieme, le aspettative per una curva dei rendimenti più ripida stanno cadendo. Solo il 22% degli asset allocator si aspettano un forte rialzo rispetto al 39% in marzo e il 42% in febbraio.
C'è stato un grande cambiamento nel sentiment degli investitori al momento di scegliere tra titoli value e titoli growth. Nel mese di aprile, il 40% crede che i titoli value saranno sovraperformanti rispetto ai titoli growth nei prossimi 12 mesi, più di tre volte il livello di marzo e una percentuale tra le più alte di tutti i tempi. La preferenza per il valore potrebbe offrire un indizio al recente sell-off nelle azioni dei comparti Tecnologia e Biotech.
"La recente volatilità del mercato ha portato gli investitori a ridurre la loro estrema tendenza al rialzo sui growth-play USA ed estremo ribasso sui mercati emergenti", ha commentato Michael Hartnett, Chief Investment Strategist di BofA Merrill Lynch Global Research.

Cercando mercati alternativi

A livello regionale, il 66% degli asset allocator globali crede che quello USA sia ancora il mercato azionario più sopravvalutato; poco è cambiato da marzo e febbraio. Molti stanno guardando di nuovo ai mercati emergenti: il 55% pensa che questi siano sottovalutati, contro il 49% in marzo. E’ la lettura più alta mai rilevata. Inoltre, solo il 2% vorrebbe sottopesare i mercati emergenti, in forte calo dal 21% in marzo.

Scambi affollati

I gestori di fondi stanno prendendo una visione più prudente sugli asset favoriti negli ultimi anni. In cima alla lista di trades affollate sono le obbligazioni ad alto rendimento a lungo termine negli Stati Uniti (22%), un salto notevole dal 13% in marzo. Inoltre, anche il debito periferico a lungo termine è stato citato come una trade affollata del 19% degli intervistati, contro il 16% in marzo.
"Dopo due anni di sovraperformance ciclica in Europa, parte dell’esuberanza che vediamo nel sentiment e posizionamento degli investitori, ci suggerisce che una rotazione in titoli e settori più difensivi potrebbe essere imminente", ha detto Obe Ejikeme, European Equity e Quantitative Strategist di BofA Merrill Lynch Global Research.


Diminuisce l’effetto delle Abenomics

In Giappone, la spinta fornita dal lancio delle "Abenomics" più di un anno fa, continua a diminuire. Solo il 13% degli investitori sono ancora in sovrappeso nei titoli azionari del Sol Levante, in calo dal 16% in marzo e il 30% nel mese di febbraio. Allo stesso tempo, il 16% ha prospettive favorevoli per i profitti giapponesi, in calo dal 18% in marzo e dal 28% in febbraio, mentre la percezione della loro qualità e della volatilità svolta al peggio.
 



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