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   numero di 23/04/2014
Finanza e investimenti

Un 2014 alla ricerca del rendimento
Maxia (AllianzGI): In un contesto di financial depression continueranno ad esser preferiti quei settori del mondo obbligazionario che offrono un rendimento più alto. Come i titoli governativi dei Paesi periferici

Quali saranno le tematiche di investimento per il 2014? Ne abbiamo parlato con Massimiliano Maxia, Fixed Income Producer Specialist Allianz GI.
“Per il 2014 riteniamo che la ricerca del rendimento sarà il tema di fondo per gli investori. Questo perchè continuiamo a rimanere in un contesto che noi definiamo di financial depression, cioè un contesto in cui i tassi di interesse a lungo termine sono molto bassi (perchè c’è un eccesso di debito nel sistema), e la soluzione trovata dalle banche centrali è di utilizzare una politica monetaria estremamente espansiva, anche attraverso misure non convenzionali, come è stato il QE negli Stati Uniti. Queste hanno avuto come effetto quello di portare i tassi di interesse al livello più basso possibile”.

E questo per gli investitori cosa significa?

“La conseguenza di questa situazione dal punto di vista degli investimenti è che l’allocazione su un’attività considerata finora come priva di rischio, quindi l’investimento nei titoli governativi degli USA e della Germania, offre rendimenti molto bassi o addirittura negativi su diverse scadenze, nonostante l’inflazione negli Stati Uniti e nell’area euro siano a un livello molto basso.
Crediamo quindi che nel 2014 continueranno ad esser preferiti quei settori del mondo obbligazionario che offrono un rendimento più alto. Questo lo possiamo riscontrare sicuramente nell’investimento nei titoli governativi dei Paesi periferici (Italia, Spagna e anche Portogallo), dove crediamo che le prime misure prese - anche dal governo Renzi analogamente a quello che sta accadendo in Spagna – saranno sicuramente un fattore importante e di fiducia. Quindi pensiamo che la buona performance fatta fino a questo momento su quel settore dell’investimento obbligazionario possa proseguire”.

E negli altri settori, qual è il vostro sentiment?

“Continua a piacerci anche l’investimento nell’High Yeld, soprattutto l’HY americano rispetto a quello europeo, perchè quello USA costituisce circa l’80% di tutto il mercato e vi sono sicuramente più opportunità di selezione tra gli emittenti e tra i diversi settori.
Tutti i settori a spread pensiamo possano performare bene anche nel 2014, insieme ai mercati emergenti, in cui bisogna essere molto selettivi. Questo perchè la sitazione è molto diversa a seconda delle regioni, per esempio l’Asia rispetto all’America Latina. Ci piace maggiormente l’investimento nei mercati dell’Asia, e relativamente all’investimento obbligazionario, ci interessano maggiormente quelli in valuta locale, laddove ovviamente la selezione del Paese dell’emittente è giusta.
Le banche centrali continueranno per quest’anno ad essere l’attore principale sui mercati finanziari, e quindi nei mercati obbligazionari il tema continuerà ad essere la ricerca del rendimento”.

Quale sarà il ruolo della Cina?


“La Cina è sicuramente il barometro della volatilità dei mercati in questo momento. Gli ultimi dati macroeconomici non sono brillantissimi, però è chiaro che non ci si potesse più aspettare una crescita del PIL a due cifre come abbiamo avuto fino a questo momento. Tutte le misure che stanno prendendo le autorità cinesi, sia dal punto di vista politico sia monetario, sono nella direzione di mantenere la crescita economica in modo molto sostenuto, ad un livello ta il 6 e il 7% all’anno, che rispetto a quello che abbiamo nei Paesi occidentali è decisamente un livello molto significativo. Chiaramente, la Cina con il suo andamento può determinare la volatilità dei mercati, soprattutto per i mercati emergenti. Ma nel lungo termine pensiamo che sarà ancora il driver dell’economia mondiale”.



Finanza e investimenti

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