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   numero di 09/04/2014
Finanza e investimenti

Il problema Ucraina potrebbe influenzare la propensione al rischio
Burgess (Threadneedle): i mercati investment grade e high yield sono rimasti alquanto indifferenti alla crisi. Anche i mercati dei cambi, fatta eccezione per l'area del rublo, sembrano averla ignorata

Se febbraio è stato un mese positivo per le azioni, marzo si è rivelato più difficile, poiché l'attenzione degli investitori si è spostata sulla crisi politica in Ucraina: un evento che potrebbe determinare la propensione al rischio per il resto dell'anno. Ad oggi, le ricadute della crisi ucraina sono rimaste per lo più confinate al debito e alle azioni dei mercati emergenti, nonché ai mercati delle materie prime. Ai livelli attuali, il debito emergente in valuta locale sembra interessante e nel nostro modello di asset allocation manteniamo il sovrappeso su questa classe di attività, sebbene prevediamo che sia i mercati in valuta forte che quelli in valuta locale rimarranno volatili nel breve termine. Le azioni emergenti riflettono i timori relativi non solo alla Russia e all'Ucraina, ma anche alle prospettive di una crescita più debole in Brasile e Cina. Sul fronte delle materie prime, la Russia detiene una posizione significativa nel settore energetico, poiché fornisce quasi il 30% del gas europeo, circa la metà del quale passa attraverso l'Ucraina. Qualsiasi mossa dell'Unione Europea tesa a limitare le esportazioni petrolifere della Russia potrebbe facilmente dar luogo a un'impennata del prezzo del Brent a circa USD 140-160 al barile. Monitoriamo quindi molto attentamente il corso degli eventi.
Altrove, i mercati investment grade e high yield sono rimasti alquanto indifferenti alla crisi in Ucraina. Anche i mercati dei cambi, fatta eccezione per l'area del rublo, sembrano averla ignorata.
Di recente i mercati azionari e obbligazionari dei Paesi sviluppati sono stati influenzati da altri fattori, quali le difficoltà che il rafforzamento della sterlina ha determinato per le azioni britanniche e le conseguenti revisioni al ribasso degli utili, le condizioni meteorologiche avverse negli Stati Uniti e le performance inferiori alle aspettative registrate da alcune società europee, nonostante i persistenti segnali di ripresa macroeconomica.
Gli investitori nei titoli di Stato dei Paesi core si sono concentrati sul rallentamento dei dati macroeconomici statunitensi che ha favorito l'asset class nonostante il ridimensionamento del QE in atto.
Per quanto riguarda il nostro posizionamento, nel modello di asset allocation continuiamo a privilegiare le azioni (in particolare di Regno Unito e Giappone). Riconosciamo tuttavia che è importante che le società evidenzino una crescita degli utili quest'anno, vista la rivalutazione delle azioni cui si è assistito negli ultimi anni e la graduale diminuzione delle misure di sostegno alla liquidità per questa stessa classe nel quadro del ridimensionamento del QE.

Le società che hanno registrato risultati inferiori alle attese nelle ultime settimane sono state penalizzate, poiché le valutazioni lasciano poco o nessuno spazio alla delusione. Nei mercati obbligazionari, continuiamo a preferire le obbligazioni societarie al debito sovrano core, anche se i rendimenti complessivi si annunciano modesti quest'anno sia per il segmento high yield che per quello investment grade. Continuiamo a vedere con favore gli immobili commerciali nel Regno Unito per l'interessante livello dei rendimenti reali e per il crescente interesse che gli investitori mostrano per questa asset class sulla scia della ripresa macroeconomica in corso nel paese.

Mark Burgess, Chief Investment Officer di Threadneedle Investments



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