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   numero di 26/03/2014
Finanza e investimenti

Risvolti economico-finanziari delle tensioni tra Ucraina e Russia
Woehrmann (DeAWM): La situazione getta un’ombra sulle prospettive delle attività russe ma anche per l'intera Europa orientale, compresa la Turchia. Il contagio sui mercati finanziari avrà un effetto frammentato tra diverse classi di attività e regioni

Gli ultimi avvenimenti che si sono verificati durante il fine settimana hanno preso il risvolto peggiore, portando molto velocemente due nazioni ad una situazione di aspro contrasto. Sebbene la situazione continui a rimanere in una fase di evoluzione, la vicenda sembrerebbe paragonabile al passato conflitto Russia-Georgia.
La nostra opinione è che presto la Crimea non sarà più governata da Kiev (e il referendum sembra andare in qusta direzione), né tantomeno risulterà ufficialmente sotto il controllo di Mosca. Molto probabilmente riceverà lo status di territorio speciale, sul quale la Russia manterrà una posizione di forte influenza. In questo modo, un’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe russe non sarà più necessaria e si potrà così scongiurare un conflitto militare.
Il rapporto tra Russia e paesi occidentali/Ucraina continuerà, con grande probabilità, a rimanere teso su un orizzonte di lungo termine.
Il default ucraino sarà evitato grazie all’intervento congiunto di Stati Uniti, Europa occidentale e Fondo Monetario Internazionale, che hanno già segnalato il loro sostegno.
I mercati degli asset russi e ucraini saranno, dal nostro punto di vista, quelli che verranno maggiormente colpiti da queste tensioni, mentre la diffusione del contagio risulterà dispersa tra varie classi di attività
Le società energetiche russe saranno suscettibili al contagio soprattutto in caso di pagamenti in ritardo o non riusciti su consegne di gas dall'Ucraina
Gli effetti sui mercati Global Fixed Income dovrebbero rimanere più contenuti a meno che la crisi non si evolva ulteriormente e si trasformi in un conflitto militare.
Sui mercati di Global Equity, il commercio ora vicino ai massimi storici deve essere strettamente monitorato, in modo da cogliere i segnali di un eventuale più ampio contagio dovuto alla consapevolezza/avversione al rischio.
Sul fronte valutario potrebbe manifestarsi un certo supporto per le valute rifugio come il dollaro americano, lo yen e il franco svizzero. Le valute dei mercati emergenti invece continueranno a rimanere sotto pressione.

Prospettive

Considerati i risvolti più recenti la Russia ha dimostrato di nutrire interessi strategici sulla gestione della regione del Mar Nero e in Crimea. Al momento non si prevede una ulteriore escalation o un ampliamento dell’attività militare russa.
Nel caso in cui la situazione continui a rimanere focalizzata sulla questione della Crimea senza alcun ulteriore intervento in territorio ucraino, i mercati finanziari possono considerare queste tensioni contagiose solo a livello regionale, mentre a livello globale l’impatto sarà da considerarsi limitato e diminuirà gradualmente dopo le scintille iniziali.
Gli asset russi potrebbero rimanere sotto pressione con circa il 70% del mercato azionario russo posseduto da stranieri.
Le sanzioni provenienti dai Paesi occidentali saranno definite con cautela in quanto, specialmente i paesi europei, si trovano in una posizione di dipendenza dalle forniture di gas russo.
Tuttavia, la situazione crea un problema scottante che potrebbe peggiorare in qualsiasi momento. In questo senso potrebbe rappresentare un problema con rischi a livello globale.
Il rischio comprende un’invasione militare dell'Ucraina orientale. In un contesto di nervosismo già elevato, questo rischio conterrebbe un potenziale di contagio più diffuso, tuttavia, vista la situazione attuale, questo caso non è il più probabile.
In conclusione, l'intera situazione getta un’ombra sulle prospettive soprattutto delle attività russe ma anche per l'intera regione dell'Europa orientale, compresa la Turchia (il 12 % degli abitanti della Crimea sono di origine tartara, i quali storicamente hanno stretti legami con la Turchia e sentimenti avversi alla Russia).
Il contagio sui mercati finanziari avrà un effetto frammentato tra diverse classi di attività e regioni. I mercati degli asset russi e ucraini rischiano di rimanere sotto pressioni di vendita.

I mercati del reddito fisso dovrebbero essere in grado di evitare il contagio, salvo il caso in cui la crisi si evolva ulteriormente e si trasformi in un conflitto militare vero e proprio.
I mercati azionari, con un livello di scambi vicino ai massimi storici, avranno una maggiore probabilità di essere colpiti dalla consapevolezza e dall’avversione al rischio. Tuttavia, nel caso in cui la situazione dovesse rimanere focalizzata sulla Crimea senza alcun ulteriore intervento all'interno del territorio ucraino, una battuta d'arresto potrebbe trasformarsi in un'opportunità per la costruzione di nuove posizioni.
Il nostro atteggiamento verso i mercati emergenti continuerà ad essere prudente nei confronti di tutte le classi di attività e continueremo a mantenere un atteggiamento più cauto sulle posizioni attive in generale, anche a causa dei dati economici in entrata provenienti dalla Cina e delle possibili distorsioni sulle percezioni negli Stati Uniti.

Asoka Woehrmann, Co-Direttore Investimenti di Deutsche Asset & Wealth Management



Finanza e investimenti

numero di 26/03/2014
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