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   numero di 26/03/2014
Finanza e investimenti

Il paradiso dei surfisti
Naumer (AllianzGI): In uno scenario in cui il comune denominatore è la distorsione del costo del denaro, che cosa devono attendersi gli investitori?

Il paradiso dei surfisti non è solo un angolo di oceano in Australia ideale per fare surf, ma anche la più grande sfida dei nostri tempi per gli investitori. La sfida è cavalcare l’onda perfetta, considerando la liquidità immessa dalle banche centrali nel mare dei capitali.
Certo non è facile. Perché mentre la Banca del Giappone sta ancora iniettando liquidità in abbondanza e la BCE sta esaminando le possibili opzioni, la Federal Reserve ha già adottato misure graduali per abbassare la marea. E se una parte del mondo (gli Stati Uniti ed alcuni Paesi europei) teme lo spettro della deflazione, altre aree (come la Cina, con i suoi tentativi di controllare il sistema bancario ed il boom immobiliare) devono fare i conti con il rischio di una bolla sui prezzi degli asset. Il comune denominatore è la distorsione del costo del denaro. Per gli investitori questo significa un periodo di tassi di interessi bassi che sembra non aver mai fine.
Cosa dobbiamo dunque attenderci? Quanto segue, nell’ordine:
1. Siamo ancora lontani da una bolla degli asset. Le valutazioni non vanno in questa direzione.
2. I segnali indicano “disinflazione” e non “deflazione”. L’andamento dei prezzi è influenzato dalla debolezza delle commodity a livello mondiale, da una tendenza all’appiattimento della crescita economica nelle aree emergenti, nonché da una convergenza dei paesi periferici dell’area euro con quelli core in termini di economia reale.
3. Uno scenario “Giappone 2.0” per i paesi industrializzati sarebbe diverso. I dati macroeconomici mostrano un quadro differente (vedi TABELLA).
4. A livello globale, il percorso di crescita economica dovrebbe migliorare ancora, per quanto meno velocemente. Ma il fatto che ci sia crescita risulta particolarmente importante in uno scenario in cui la Fed sta riducendo il programma di acquisto titoli ed anche la politica monetaria della Bank of England sta cambiando rotta.

5. Per gli investitori, ciò significa che dovranno continuare ad aspettarsi volatilità.
6. Il rischio più grande è sempre lo stesso: non correre alcun rischio.

Hans-Jörg Naumer, Global Head of Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors



Finanza e investimenti

numero di 26/03/2014
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