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   numero di 19/03/2014
Idee e opinioni

Lavoro agile o flessibile: una soluzione per trattenere le madri che rientrano al lavoro
Donne (Regus): In alcuni Paesi la mancata partecipazione delle donne nell'economia costa ben il 27% pro capite del PIL e le aziende con un numero maggiore di donne sono più produttive e profittevoli

L'ultima ricerca condotta da Regus, fornitore di soluzioni flessibili per l'ufficio, conferma che il 62% delle aziende italiane ritiene che le madri lavoratrici offrano competenze ed esperienze preziose. Sono questi i risultati più rilevanti dell'ultima ricerca condotta da Regus, che ha raccolto le opinioni di oltre 19.000 imprenditori e dirigenti in 98 paesi.
Mentre i recenti dati diffusi dall'Istat confermano che nel nostro Paese una donna su quattro perde o rinuncia al lavoro entro due anni dalla maternità, a causa della difficoltà di conciliare i tempi tra lavoro ed esigenze della famiglia, le imprese sono alla ricerca di soluzioni organizzative in grado di rispondere alle diverse necessità per non disperdere un importante patrimonio di competenze e professionalità offerto dal personale femminile.
Tra le migliori strategie per reintegrare le madri nella forza lavoro, la ricerca Regus evidenzia: gli orari flessibili, la possibilità di lavorare più vicino a casa, i ruoli part-time e la scelta delle videoconferenze, laddove possibile, in sostituzione dei viaggi.
Altri dati interessanti che emergono della ricerca:
• Il 54% dei partecipanti sottolinea che, in occasione del ritorno al lavoro, un numero sempre maggiore di donne chiede di lavorare in remoto;
• Forse a causa della crescente pressione economica, il 44% degli intervistati dichiara di assistere a congedi di maternità più brevi;
• Il 44% afferma che la possibilità di lavorare più vicino a casa è un incentivo fondamentale;
• Il 42% sostiene che la possibilità di lavorare part-time si rivelerebbe utile per le madri che ritornano al lavoro.
Celia Donne, Global Operations Director di Regus, commentando i risultati dichiara: "I dati evidenziano che in alcuni Paesi la mancata partecipazione delle donne nell'economia costa ben il 27% pro capite del PIL e come le aziende con un numero maggiore di donne siano più produttive e profittevoli; possiamo quindi ritenere che per le aziende sia giunta l'ora di affrontare la questione e definire come adattare le loro prassi per rispondere meglio alle esigenze delle madri lavoratrici".
Mauro Mordini, general manager di Regus in Italia, afferma: "Le aziende certamente riconoscono il valore delle madri lavoratrici, ma quando queste ritornano dal congedo di maternità si trovano spesso a doversi destreggiare tra compiti professionali e personali estremamente esigenti, se non addirittura impossibili. Non stupisce affatto, quindi, che un numero sempre maggiore di madri chieda di poter lavorare in modo più agile. Che si tratti di avere orari flessibili, della possibilità di lavorare più vicino a casa o alla famiglia, almeno per una parte del tempo, o di poter scegliere le videoconferenze rispetto ai viaggi di lavoro, questi incentivi sono fondamentali per aiutare le donne a reinserirsi nel mondo del lavoro".



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