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   numero di 19/03/2014
Fare Business

In Italia un’azienda su tre ha un indebitamento superiore al patrimonio netto
Il dato emerge da una ricerca Ria Grant Thornton, presentata in occasione della nuova edizione del premio “Le Tigri”, dedicato alle PMI che hanno creato valore nonostante la crisi

Secondo una ricerca di RIA Grant Thornton – società di revisione e organizzazione contabile member firm italiana di Grant Thornton International – su un campione di oltre 60 mila aziende nazionali, risulta che il 38% delle aziende ha un grado di indebitamento superiore ai mezzi propri. Il confronto dei dati 2012 con quelli 2011 evidenzia come tale indice registri un miglioramento rispetto all’anno precedente, con un calo di due punti percentuali (dal 40% al 38%).
La ricerca è stata condotta in occasione del lancio della quinta edizione del premioLe Tigri”, promosso da RIA Grant Thornton, con il contributo del Banco Popolare, di First Capital e Quaeryon. Il premio è dedicato alle PMI che abbiano saputo creare valore nonostante la congiuntura economica sfavorevole. Il riconoscimento, che da questa edizione vede la collaborazione con Borsa Italiana, è organizzato con il supporto scientifico di ANDAF, di Cerif – Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia dell’Università Cattolica- e Fondazione CUOA ed è rivolto a tutte le PMI italiane, società di capitali e gruppi non quotati, con un fatturato superiore ai 10 milioni di euro, che hanno saputo rispondere alla perdurante crisi economica con soluzioni strategiche in grado di sostenere la crescita ed il mantenimento di positivi indicatori economici e finanziari.
“È con cauto ottimismo che leggiamo nell’esito della ricerca un segnale positivo e di buon auspicio per tutte quelle imprese che in questi anni non hanno smesso di credere nelle proprie capacità imprenditoriali, continuando a generare valore tramite la qualità, l’innovazione ed il rinnovato riconoscimento dai mercati esteri”, ha dichiarato Maurizio Finicelli, Presidente di Ria Grant Thornton. “A tutte loro è dedicato il nostro premio: siamo alla ricerca delle nuove “Tigri”, imprenditori, uomini, ed imprese che vogliano raccontare come con coraggio e passione sono riusciti ad affrontare e a battere la crisi”.

La ricerca

L’analisi, condotta sui bilanci 2012 di circa 60 mila aziende (fonte AIDA), ha evidenziato una diminuzione del numero di aziende con una percentuale di indebitamento rispetto al patrimonio netto superiore ad 1. D’altro canto, occorre anche sottolineare che l’analisi condotta conferma la propensione all’autofinanziamento delle imprese italiane, in quanto, sempre sulla base dei dati nazionali, è pari 35% il numero delle aziende che presentano una PFN positiva (ed il dato è in crescita rispetto al 33% del 2011).
L’analisi svolta conferma la tendenza della nostra imprenditorialità a ricorrere a fonti di finanziamento esterne anziché a ricorrere al capitale di rischio. E’ infatti pari al 66% il numero di aziende italiane che ricorre sistematicamente al capitale di debito (in lieve flessione rispetto al 67% del 2011), ossia quelle che presentano un indice maggiore di zero. Va anche precisato che l’imprenditoria italiana presenta un grado di apertura del capitale di rischio a nuovi soci finanziari (siano essi partner industriali o fondi di private equity) inferiore alle medie europee, cosa che influenza gli indici sin qui commentati.
Ulteriore spunto di riflessione può essere rappresentato dall‘analisi del grado di indebitamento delle aziende italiane per area geografica tra Nord, Centro e del Sud e dal relativo confronto con l’esercizio precedente.

I dati sembrano confermare le tendenze nazionali con la particolarità che il grado di indebitamento superiore all’entità dei mezzi propri è più numeroso tra le aziende del Sud (40%) e del Centro (38%), mentre è leggermente inferiore al Nord (37%). Il dato è tuttavia in miglioramento rispetto all’esercizio 2011, dove le aziende del Sud con un indice >1 erano pari al 45% e quelle del Centro al 40%, mentre più lieve è la performance migliorativa del Nord (38%).
Di converso la propensione all’autofinanziamento (indice <0) sembra più elevata tra le aziende del Centro Italia (38% contro il 35% dell’esercizio precedente). Stesso dato viceversa per le imprese del Nord e del Sud (entrambe al 35%), ma anche qui il dato migliora rispetto al 2011 dove entrambe presentavano un indice pari al 33%.



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