Usa il mouse, frecce o sfoglia se touch
   numero di 05/03/2014
Finanza e investimenti

Perche' i mercati emergenti non sono piu' leader?
Wieting (Citigroup): Brasile, Russia, India, Cina e altri Paesi sembrano aver perso la capacità di traino della crescita. Diverse le cause

Le classificazioni tra mercati emergenti (EM) e "mercati sviluppati" (DM) sembrano sempre più forzate. L'anno scorso, due Stati membri della zona euro sono stati "retrocessi" a EM in un indice dei debitori sovrani quando i Paesi hanno perso l’investment-grade rating. Alcuni stati chiaramente visti come "EM" hanno fatto ormai il salto di qualità nell’investment-grade. Ancora di più tra i ricchi: provate discernere tra un mercato emergente e uno “di frontiera".
I Paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) hanno sempre avuto enormi differenze. Per la maggior parte degli ultimi dieci anni, la Cina era un Paese dal forte surplus esterno, con una popolazione in fase di stallo, che stava recuperando nettamente da un periodo passato di repressione economica. L'India era generalmente un Paese in disavanzo con l'estero - con una popolazione giovane e in crescita - immerso in errori di politica del passato.
Il Brasile è stato considerato un po' come l'India, anche se ha beneficiato nettamente dei legami commerciali alla Cina. La Russia era un caso di relativo successo dal punto di vista del reddito, ma soprattutto a causa del boom massiccio dei prezzi all'esportazione di energia. In tutto il mondo degli Emerging Market, c'era un elemento di "inseguimento" verso gli standard (tecnologici) industriali delle economie sviluppate che classificavano i tassi di crescita degli EM. Questo era particolarmente vero per la Cina, e continua ad esserlo in una certa misura.
Tuttavia, ci sono stati numerosi, significativi singoli vantaggi per gli Emerging Market negli ultimi dieci anni. Tra questi un’espansione del commercio globalizzato accoppiata con un’esplosione del consumo mondiale nei mercati sviluppati (più chiara negli Stati Uniti); il "super cycle" del prezzo delle materie prime, che ha toccato i massimi; e grandi tagli ai costi del credito, che hanno generato una rivalutazione dei requisiti dei ritorni all’interno dei mercati degli asset negli EM, comprese le azioni.

Guardando al futuro, riteniamo che le economie emergenti e i relativi mercati degli asset, possano comportarsi in un modo molto più asincrono, con i tre benefit individuati in gran parte storicizzati e superati.
Nel frattempo, le dinamiche demografiche degli EM sono tutt'altro che uniformi, e possono presentare un futuro traino di crescita per quei mercati che hanno, in alcuni casi, ha attirato il maggior numero di investimenti fuori misura nel recente passato.

Steven Wieting, Global Chief Investment Strategist Citigroup



Finanza e investimenti

numero di 05/03/2014
SOMMARIO di questa settimana

Condividi su LinkedIn




Continua a sfogliare per il prossimo articolo -->

*/ ?>