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   numero di 05/03/2014
Finanza e investimenti

L’opportunita' dei Mini Bond per il mercato finanziario italiano
Sardelli e De Gaspari (Assiom-Forex): L’istituzione del nuovo segmento mira ad offrire alle PMI un mercato nazionale flessibile, economico ed efficiente, in cui cogliere le opportunità ed i benefici fiscali

Le difficoltà del sistema bancario e la stringente regolamentazione hanno di fatto accelerato negli ultimi anni in Europa il ricorso delle aziende al finanziamento mediante emissioni obbligazionarie corporate. Queste hanno raggiunto oggi veri volumi record, a cui fa da contrappeso un livello di finanziamento diretto, da parte del sistema bancario, ai minimi storici.
Ma, se fino a poco tempo fa l’accesso era riservato solo ad aziende medio-grandi, sia in termini di fatturato, sia come “size” delle emissioni, il modello dei mini-bond (il nome è già esemplificativo) allarga il bacino di utenza alle aziende PMI dotate di alcuni requisiti, oggi ben definiti. Piccole imprese: organico inferiore a 50 unità o bilancio annuale non superiore ai 10 milioni di euro; Medie imprese: organico inferiore ai 250 dipendenti e fatturato non superiore ai 50 milioni di euro (quindi vengono escluse solo le cosiddette micro imprese, con organico inferiore a 10 unità e fatturato o bilancio annuale inferiore a 2 milioni di euro).
Questi “nuovi” strumenti permettono anche a società non quotate di reperire risorse da canali non tradizionali, previa la ricerca di patner specializzati che assistano l’azienda nel processo di emissione, che richiede alcuni obblighi pre e post emissione (come la revisione dell’ultimo bilancio d’esercizio, la pubblicazione di un prospetto informativo, il collocamento dei titoli presso investitori qualificati) che difficilmente potrebbe assolvere in autonomia.



Questi “nuovi” strumenti permettono anche a società non quotate di reperire risorse da canali non tradizionali


L’azienda è tenuta a predisporre un business plan ed un offering memorandum con il quale informare compiutamente la platea potenziale degli investitori istituzionali per poter procedere consapevolmente alle proprie scelte d’investimento.
E’ ragionevole attendersi che questo nuovo canale di finanziamento abbia un importante sviluppo nei prossimi anni, dato che è fortemente caldeggiato dalle principali istituzioni nazionali (Banca d’Italia, Consob, Confindustria, Assogestioni e Borsa Italiana si sono espresse in tal senso) ed anche la stessa Commissione Europea ha avuto un giudizio positivo in merito.
Vista la grande richiesta di obbligazioni con un adeguato livello di rendimento – che al momento attuale è individuabile su livelli superiori alla media del 4/5% offerto dalle obbligazioni High Yeld in area euro sulla scadenza a cinque anni - è lecito supporre che un portafoglio di mini-bond offra un rendimento atteso intorno al 7-8% a fronte di un maggiore rischio liquidità.
Borsa Italiana ha creato all’interno del sistema multilaterale di negoziazione ExtraMOT, dedicato agli strumenti obbligazionari, un nuovo segmento (c.d. ExtraMOT PRO) accessibile ai soli investitori professionali. L’istituzione del nuovo segmento mira ad offrire alle PMI un mercato nazionale flessibile, economico ed efficiente, in cui cogliere le opportunità ed i benefici fiscali derivanti dal nuovo quadro normativo introdotto dal Decreto Sviluppo. Il segmento è in fase di forte crescita e conta ad oggi circa quaranta obbligazioni quotate.
Il lancio di tali emissioni sta creando un interesse da parte di operatori finanziari per la costruzione di prodotti dedicati che vanno ad investire in maniera professionale costruendo un portafoglio diversificato. E’ questo infatti l’approccio preferito e di maggiore facilità di accesso per gli investitori, approccio che ha attirato molte case di investimento in questo nuovo segmento ed infatti ad oggi si contano numerosi fondi dedicati riservati ad investitori qualificati.

Alcune considerazioni finali sui fattori che potranno determinare il successo dei mini Bond sono doverose.
Visto dal lato delle aziende – possibili emittenti – è importante individuare il “giusto” costo complessivo che questi nuovi strumenti dovrebbero avere per gli emittenti. Sarà in ogni caso imprescindibile la qualità e l’affidabilità economico-finanziaria delle stesse aziende e dei progetti che intenderanno intraprendere con la liquidità così raccolta.
Da parte degli investitori, è specularmente richiesto un adeguato livello di rendimento ma anche e soprattutto la più ampia e trasparente informativa sugli emittenti, per la quale un ruolo determinante possono giocare coloro che forniranno appropriatamente rating adeguati.

Stefano Sardelli e Fabio De Gaspari, Soci Assiom-Forex



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