Il cinema parla una nuova
lingua e diventa digitale
Impatto zero, alta definizione e invio via satellite per
MicroCinema, da tredici anni all’avanguardia
Accanto al red carpet, dietro
le quinte della Settima
Arte, si sente parlare di
digitale, 3D, satellite,
chiavi crittografate, pixel e
gigabyte: è il nuovo cinema
che parla una nuova
lingua. Non cambiano le
emozioni, mentre cambia
il modo di proiettarle e
perfino di gestirle all’interno
delle cabine di proiezione.
Laddove il proiettore 35
millimetri cede il passo
alla tecnologia digitale, si
apre un nuovo e vivace
mondo che vive con
creatività la ricerca della
perfezione visiva, della
semplificazione gestionale,
dell’ottimizzazione
delle risorse. In questo
panorama,
risalta
l’esperienza
Microcinema,
società
lombarda
nata nel 1997
all’interno del
Centro Ricerche
e Innovazione
Tecnologica
della RAI di
Torino con
l’obiettivo di
sperimentare
la proiezione in
alta definizione
di contenuti
cinematografici
e il loro
trasferimento
via satellite.
Microcinema a oggi può
contare su 150 sale
collegate, 300 film diffusi
via satellite, 40 eventi in
diretta satellitare, 18.000
proiezioni digitali in alta
definizione, 38.000 ore di
trasmissione satellitare,
oltre 460.000 spettatori
raggiunti e 2.600.000 euro
di Box Office realizzato. La
crescita di questi numeri
risulta costante, con un
impatto ambientale pari
a zero: nessuna pellicola
stampata e smaltita,
nessuna emissione per
il trasporto dei supporti,
nemmeno un minuto
speso dagli operatori per
l’approvvigionamento
dei contenuti e per la
loro preparazione alla
proiezione. Microcinema
è da un lato un service
provider per distributori
e produttori di contenuti
principalmente
cinematografici e dall’altro
un content provider per
esercenti cinematografici
e utilizzatori di contenuti.
Una piattaforma su cui
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