Selezionare bene le società
può consentire buoni ritorni
Avviso agli investitori: nei mercati emergenti la crescita
economica non sempre significa crescita dell’azionario
Bisogna fare una
distinzione tra crescita
economica e mercato
azionario, poiché il primo
non è un buon indicatore
per il secondo, e viceversa.
La storia ci dice che i Paesi
con la crescita economica
più elevata hanno realizzato
i rendimenti azionari
più bassi – un esito che
sembra controintuitivo ma
che poggia su due buone
ragioni: in primo luogo, la
crescita non sempre crea
valore per gli azionisti
e, in secondo luogo, gli
investitori hanno l’abitudine
di pagare più del dovuto per
la crescita.
“Crediamo
fondamentalmente che
sia la creazione di valore,
ovvero i ritorni in eccesso
al costo del capitale di
una società, a trainarne la
quotazione del titolo nel
lungo termine” affermano
Michael Godfrey e Matthew
Vaight, co-gestori del fondo
M&G Global Emerging
Markets. La creazione di
valore ha un grande potere
esplicativo, così come la
corporate governance è di
grande importanza a questo
riguardo. Quest’ultima è
davvero importante nei
mercati emergenti, perché
una migliore corporate
governance porta a una
migliore performance
operativa, che a sua
volta genera una migliore
performance delle azioni.
“Partendo da questa
considerazione –
proseguono Godfrey e
Vaight - possiamo mettere
in guardia gli investitori
che tra i mercati emergenti
guardano esclusivamente
alla Cina. Questa economia
ha realizzato una crescita
spettacolare, ma gli
standard di corporate
governance sono spesso
migliori in altri Paesi, per
esempio, il Brasile, dove
la cultura azionaria è più
avanzata e anche la qualità
del management è di
elevato livello. Possiamo
fidarci di queste società
e investire con forte
convinzione sul fatto che
creeranno valore per
noi azionisti. In Cina, al
contrario, manca spesso
un orientamento verso
gli azionisti, e questo
ci mette in difficoltà nel
trovare società valide
per essere candidate
all’investimento. Il nostro
approccio d’investimento
ha volutamente una visione
di lungo termine. Esiste
un divario di base tra
l’orizzonte temporale delle
aziende (di lungo termine) e
quello di molti investitori nei
mercati emergenti (di breve