L’incertezza porterà alla
volatilità dei mercati
Threadneedle: a livello globale continua a esserci un forte
divario tra i mercati maturi e i mercati emergenti
“Gli ultimi dati
sull’andamento
dell’economia mondiale
hanno confermato le
nostre previsioni, secondo
cui il periodo di crescita
economica attraversato
dai Paesi occidentali
durante la prima metà
del 2010 avrebbe subito
un rallentamento nella
seconda parte dell’anno,
principalmente a causa
del graduale assorbimento
dei pacchetti di stimolo e
dell’adozione di misure di
austerità – afferma Quentin
Fitzsimmons, gestore del
fondo Threadneedle Target
Return Fund -. Infatti, il
consensus sulle previsioni
si sta abbassando e
avvicinando alle nostre
stime di una crescita molto
contenuta nel corso dei
prossimi 18 mesi. Questa
dilatazione dei tempi
della ripresa economica
ha ripercussioni rilevanti
sui mercati obbligazionari
e valutari. La volatilità –
continua Fitzsimmons -
probabilmente aumenterà,
considerati i timori legittimi
di cadere in un periodo di
recessione e di deflazione.
In questo contesto di
mercato rimangono
comunque delle buone
opportunità da poter
cogliere per aggiungere
valore ai propri portafogli
d’investimento. In Europa
notiamo delle divergenze
tra le diverse economie, con
i Paesi dell’Europa Centrale
che stanno realizzando
performance positive
mentre i cosiddetti Paesi
periferici stanno ancora
attraversando momenti
difficili”.
A livello globale continua
a esistere un forte divario
tra i mercati maturi e
i mercati emergenti.
Questi ultimi generano
infatti livelli di crescita
molto più interessanti ma
devono essere monitorati
attentamente per accertarsi
che le economie vengano
gestite in maniera
sostenibile.
“Malgrado la crescente
importanza dei mercati
emergenti – rileva
Fitzsimmons - i consumi
negli Stati Uniti rimangono
uno degli elementi
fondamentali da monitorare
quando si parla di domanda
globale. In America i tassi
di risparmio continuano ad
aumentare e attualmente
si trovano su livelli a lungo
termine pari quasi al 7%.
Inoltre, l’indebolimento
del mercato residenziale
ha ridotto la rinomata
mobilità della forza lavoro
statunitense, lasciando il
livello di disoccupazione
invariato a circa il 10%.
Tutto ciò implica una
costante riduzione della
leva finanziaria al livello
dei consumi. Tuttavia, un
eventuale miglioramento
del “sentiment” potrebbe far
risollevare i consumi con
impatto sui livelli di volatilità.
Il rischio di inflazione
rimane secondo la nostra
visione molto limitato nel
medio termine. Gli elevati
livelli di disoccupazione,
la crescita debole e la
capacità produttiva in