Segnali di ripresa del mercato
immobiliare residenziale
Anche se l’offerta resta superiore alla domanda,
le tempistiche non sono cresciute e risultano pari a 3 mesi
Dopo le performance
negative della prima metà
del 2009, nel secondo
semestre dell’anno scorso
e nel primo del 2010
la domanda sembra in
ripresa anche se gli scambi
restano ancora contenuti.
Il basso livello di trattative
produce un eccesso
di offerta soprattutto in
corrispondenza delle
localizzazioni semicentrali
e periferiche delle città. I
tempi medi di vendita si
sono alzati e si attestano
mediamente intorno ai 6,2
mesi, sia per le abitazioni
nuove sia per quelle usate,
ma superano i 7 mesi in
molte città, come Bologna e
Bari. Gli sconti mediamente
praticati sul prezzo richiesto
sono pari a circa il 13% per
l’usato, con punte più alte
nelle città del Sud e nelle
aree periferiche. Gli sconti
sul nuovo si attestano a
circa il 9,5%. Il mercato
della locazione appare
stabile e ha assorbito,
almeno temporaneamente,
la domanda delle famiglie
che devono rimandare
l’acquisto. L’offerta resta
superiore alla domanda.
Le tempistiche non sono
cresciute e risultano pari a
circa 3 mesi.
Il mercato appare più vivace
per quanto riguarda gli
immobili di qualità a livello
strutturale, prestazionale
e localizzativo. Nei
prossimi mesi il numero di
compravendite dovrebbe
ricominciare a crescere:
anche nelle zone periferiche
delle città non si dovrebbero
registrare ulteriori segni
negativi nel volume degli
scambi mentre la domanda
è in ripresa soprattutto nel
comparto delle rivendite.
Per quanto riguarda i
prezzi, non si dovrebbero
registrare ulteriori ribassi.
Nel corso del 2010 e del
2011 e come già avvenuto
in passato, il settore
residenziale guiderà la
ripresa dell’intero comparto
continuando a essere
il naturale sbocco della
liquidità delle famiglie; per
quanto riguarda invece il
comparto degli immobili
per le attività economiche,
la ripresa sarà più lenta e
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