Quanto è difficile la tutela
legale del vero “Made in Italy”
Una normativa farraginosa e in contrasto con quella europea
non viene incontro alle necessità reali delle nostre aziende
Si parla molto di Made in
Italy e di come la nostra
produzione debba essere
meglio tutelata dalle
contraffazioni che portano
un danno economico
ingente sia per le aziende,
sia per il sistema-paese.
Ma le normative a riguardo
sono poco chiare e
frequentemente in contrasto
tra loro. Cerchiamo di
mettere dei punti fermi per
comprendere meglio la
situazione.
Il punto di partenza è
sicuramente il Codice
Doganale Comunitario,
Regolamento Cee n.
2008/450/CE, che stabilisce
che l’origine preferenziale
di un prodotto si determina
in base al Paese in cui
lo stesso ha subito una
“trasformazione sufficiente”,
mentre per determinare
l’origine non preferenziale
si fa riferimento al Paese in
cui il prodotto è interamente
ottenuto o, nel caso di
merci alla cui produzione
hanno contribuito due o più
Paesi o territori, in base al
Paese in cui è avvenuta
l’ultima trasformazione o
lavorazione sostanziale.
Cosa succede a livello
nazionale e, in particolare,
in relazione all’apposizione
della denominazione “Made
in Italy”? A far da contraltare
a una regolamentazione
del “Made in” chiara a
livello comunitario, c’è una
disciplina nazionale, che
si applica ai soli prodotti
commercializzati in Italia,
di difficile comprensione
e in palese conflitto sia
con la nostra costituzione,
in quanto introduce
ingiustificate – e dannose
- discriminazioni nei
confronti delle imprese
italiane, sia con il diritto
comunitario e il principio
della libera circolazione
delle merci ai sensi dell’art.
28 (ex art. 30) del Trattato
Ce. Cerchiamo di capire il
perché di un giudizio così
negativo sollevato, quasi
unanimemente, da studiosi
del diritto e imprenditori.
Il d.l. n. 135/2009 convertito
con legge n. 166/2009
all’art. 49 bis stabilisce
che: “costituisce fallace
indicazione l’uso del
marchio, da parte del
titolare o del licenziatario,
con modalità tali da
indurre il consumatore a
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