Business Community Magazine - Luglio 2010
L’evoluzione “green” nei
materiali di costruzione
Diventare un modello di efficienza energetica e di rispar-
mio risulta fondamentale per i luoghi del vivere e lavorare
La sostenibilità della
crescita mondiale è un tema
che negli ultimi anni sta
caratterizzando il dibattito
nazionale e internazionale
con intensità crescente:
“ambiente, risorse naturali,
cambiamenti climatici,
ecosistema, sono soltanto
alcune tra le parole chiave
con cui abbiamo imparato
a confrontarci”, afferma
Gian Luca Seghedoni,
AD di Kerakoll. L’energia
consumata nell’edilizia
residenziale e commerciale
rappresenta il 30%
dei consumi energetici
nazionali e genera da sola
il 40% circa delle emissioni
di anidride carbonica
nell’atmosfera, più dei
trasporti e dell’industria in
senso lato. Inoltre, il settore
delle costruzioni assorbe,
da solo, l’utilizzo del 35%
delle risorse naturali
mondiali e, considerando
tutte le fasi di vita di un
edificio, della produzione
di ben il 38% del totale
dei rifiuti. A questo si
aggiunge il fatto che, in una
società come la nostra, si
trascorre fino al 90% del
tempo in luoghi chiusi di
cui il 30-40% in ambienti
di lavoro, quando dati
ufficiali dell’Organizzazione
Mondiale della Sanità
informano che circa il
20% della popolazione
occidentale è colpita dalla
cosiddetta Sick Building
Sindrome (Sindrome
dell’Edificio Malato)
e i dati più aggiornati
sull’indoor pollution, cioè
l’inquinamento in interni,
confermano che la qualità
dell’aria negli ambienti
confinati è dalle 2 alle 3
volte peggiore di quella
esterna.
La Sindrome dell’Edificio
Malato è una caratteristica
di molte nuove costruzioni
o di immobili di recente
ristrutturazione, in cui l’uso
inconsapevole di numerose
sostanze di sintesi
immesse sul mercato
edilizio, la sigillatura in
nome di un contenimento
dei consumi energetici, la
scarsa ventilazione e la
scarsa traspirabilità degli
stessi materiali messi in
opera, hanno trasformato
la casa in una “camera
stagna”, con elevati tassi
di inquinamento nell’aria,
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