Business Community Magazine - Luglio 2010
Outlook sul mercato azionario
europeo
Per gli investitori di lungo termine questi tempi duri
dovrebbero rappresentare un’opportunità di investimento
La recente volatilità dei
mercati azionari europei
è frutto dei rinnovati timori
per la crisi del debito
che ha colpito i Paesi
periferici dell’Eurozona.
In particolare, ciò che tutti
cercano di comprendere è
l’impatto della crisi europea
del debito sull’attività
imprenditoriale, il ciclo
congiunturale, la domanda
di consumi e la crescita:
vale a dire, la tensione tra
la direzione positiva delle
aspettative intrinseche
al mercato prima della
recente ondata di vendite
e gli effetti negativi delle
misure di austerità e
regolamentazione del
capitalismo. Completano lo
scenario la minaccia di un
rialzo dei tassi di interesse
e di un rallentamento
congiunturale in Cina (o,
meglio, a livello globale), i
primi segnali di deflazione
in Spagna, l’euro che
rompe i principali supporti
e l’eco crescente della
parola “depressione”.
Si parla addirittura di un
ritorno del “Deutsch Mark”.
“La performance relativa
del mercato sembrerebbe
indicare un ciclo intatto
– afferma Nigel Bolton,
Responsabile del team
European Equity Style
Diversified di BlackRock
-. I recenti massimi relativi
di alcuni titoli e
minimi relativi di
altri delineano una
configurazione
rialzista intatta.
D’altro canto,
gli economisti
argomenteranno
che la portata dei
piani di austerità
varati in tutta
Europa non è
compatibile con
la sostenibilità di
questo scenario”.
Dobbiamo dunque
dare ascolto
agli economisti
teorici o a quello
che vediamo sui
mercati, oppure
semplicemente
cedere alla disperazione
come sembrano fare i
più? La storia può darci
qualche indizio per il futuro?
I primi anni Novanta del
secolo scorso presentano
una serie di analogie con
i giorni nostri. “La ripresa
del 1993 – continua Bolton
- fu guidata dalle società
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