Business Community Magazine - Luglio 2010
Investimenti in pubblicità
online: bene, non benissimo
Lo Iab Forum di Roma è stato l’occasione per fare il punto
della situazione della pubblicità online in Italia. In chiaro-scuro
Dati confortanti, soprattutto
se confrontati in un contesto
e un mercato in forte
sofferenza come quello
della pubblicità, per l’online.
Le aziende investono
su internet? Questo è
un aspetto interessante,
perché è evidente che la
sola pianificazione solo su
internet rappresenta un
terzo degli investimenti,
mentre la maggior parte
degli invesimenti riguarda
un mix con gli altri mezzi.
“Un elemento importante,
questo - ha commentato
Salvatore Ippolito - perché a
nostro avviso è fondamentale
comprendere che internet
da sola non è una
pianificazione accettabile,
mentre con una ibridazione
di mezzi aumenta
fortemente l’efficacia”. Un
dato in contrasto con molte
campagne di advertising
oltreoceano, soprattutto di
aziende IT. “Le campagne
solo online hanno senso
se il cerchio si riesce ad
aprire e chiudere solo
con l’esperienza online -
ha proseguito Ippolito - e
per questo le aziende IT
ovviamente ne traggono
maggiore vantaggio. Ma
esistono casi di categorie
merceologiche che non
usano quasi per niente, in
termini percentuali, internet
nelle loro campagne, come
accade per gli alimentari.
Stiamo parlando di big
spender che lasciano
solo le briciole all’online”.
Il percorso di crescita
della pubblicità online
è interessante, "non è
un piatto ricco, ma è
un aperitivo sostenuto,
magari dopo devi andare
a mangiare qualcosa".
“La frammentazione
dell’audience è una
componente che sta
costringendo gli investitori
a differenziare i messaggi
- ha proseguito Ippolito
- perché per seguire i
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