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Terna: le buone pratiche di sostenibilità sono premianti

Il mercato apprezza l’azienda, sensibile alla responsabilità economica, sociale, ambientale nel settore dell’elettricità

Sostenibilità: economica, sociale, ambientale. Un concetto che, in realtà, rappresenta un intero mondo; quello del business e quello del contesto sociale e ambientale nel quale si svolge l’attività dell’impresa. Puntare alla sostenibilità è quindi una responsabilità molteplice. Non paga di questa complessità, Terna ha aggiunto alle tre responsabilità - economica, sociale e ambientale - una quarta area, specifica del suo lavoro: quella per il servizio elettrico. Terna, infatti, è operatore di reti per la trasmissione dell’energia, il principale proprietario della Rete di Trasmissione Nazionale di energia elettrica ad alta tensione ed è responsabile della trasmissione e del dispacciamento dell’energia sul territorio e quindi della gestione in sicurezza (365 giorni l’anno, 24 ore su 24) dell’equilibrio tra la domanda e l’offerta di energia elettrica in Italia. La strategia di crescita sostenibile di Terna non è priva di riconoscimenti importanti. Per esempio, il recente Premio Lombard Elite, nell’ambito del Milano Finanza Company Award 2010 in collaborazione con PriceWaterhouse Coopers e riservato a imprese e manager che si sono distinti per le strategie di crescita interna e internazionale; qui Terna ha dimostrato come una cornice di regole ben congegnata e un’efficiente gestione possono creare una sinergia virtuosa tra mission di interesse generale e struttura di natura privata (azionista di riferimento è la Cassa Depositi e Prestiti, società per azioni a controllo pubblico). A volte, però, il riconoscimento arriva quasi inaspettato. Una ricerca di Vigeo – agenzia di rating di sostenibilità – condotta in collaborazione con Transparency International ha messo a confronto le diverse strategie per la prevenzione della corruzione adottate da 772 società europee e del Nord America (18 Paesi in totale) quotate all’indice Dow Jones Stoxx Global 1800. Terna è stata indicata come migliore azienda italiana per lo sviluppo di misure per la prevenzione della corruzione e prima in assoluto tra tutte quelle del settore elettrico: “è significativo di come vanno le cose in Terna – spiega Fulvio Rossi, responsabile Corporate Social Responsibility –; non avevamo puntato in modo particolare sul tema della corruzione, ma poiché operiamo in modo concreto e coerente con il nostro approccio di responsabilità sociale, le nostre pratiche di gestione si sono rivelate eccellenti anche nella prevenzione della corruzione. Lo stesso si può dire sul tema della sicurezza sul lavoro: non facciamo proclami, ma operiamo concretamente sia sugli strumenti sia sulla sensibilizzazione diffusa: tutti i dipendenti partecipano alla giornata formativa-informativa sulla sicurezza, e alla fine i risultati arrivano. Siamo attivi ovunque si genera responsabilità e questo viene apprezzato dal mercato e valutato positivamente con gli indici di Rating Etico”.

In effetti, Terna è esaminata da diverse agenzie di Rating Etico che forniscono agli investitori benchmark sulle performance in aree quali ambiente, rapporto con la comunità, gestione delle risorse umane, etica e comportamento di business, stakeholder engagement, diritti umani, controllo della catena di fornitura e molti altri. Il buon giudizio delle agenzie ha portato all’inclusione di Terna in importanti indici di sostenibilità, come il Dow Jones Sustainability e il FTSE4GOOD (Financial Times). “Siamo sempre attenti a quanto dicono le classifiche - continua Rossi – perché ci consentono di identificare possibili aree di miglioramento. Per esempio, da quest’anno abbiamo attivato dei rilevamenti più attenti sugli infortuni dei dipendenti delle ditte appaltatrici”. Per orientare in modo efficiente le politiche di sostenibilità è importante un ascolto continuo degli stakeholder: “il fondamento delle nostre attività è il codice etico, realizzato ex novo nel 2006 - spiega Rossi – e ogni anno sviluppiamo almeno uno strumento di ascolto specifico per verificare la percezione dei nostri stakeholder più rilevanti. Siamo attenti a intercettare le aspettative anche in ambiti che, in teoria, non ci riguarderebbero direttamente, come è accaduto nel caso della riduzione delle emissioni di CO2. Noi non produciamo energia elettrica e quindi non sarebbe un nostro tema principale di attenzione, tuttavia ci siamo accorti che c’è aspettativa nei nostri confronti e abbiamo dato vita a un monitoraggio al nostro interno per il controllo delle perdite di SF6, un gas serra presente in alcune apparecchiature di stazione, e per il controllo delle emissioni degli automezzi della flotta aziendale; questo è il frutto di una sensibilità di ordine generale al problema del cambiamento climatico”.

Un efficiente sistema di gestione ha grande peso anche nell’ambito della sostenibilità: “da noi c’era già una forte cultura della qualità e della sicurezza e ciò ha creato un buon terreno per la sostenibilità - conclude Rossi –. Strada facendo abbiamo costruito nuovi pezzi importanti di sistemi di gestione anche grazie alle indicazioni del codice etico, che riflette un passaggio dalla responsabilità del servizio elettrico a una di più ampio perimetro. Stiamo lavorando per creare una sensibilità condivisa all’interno di tutte le funzioni aziendali: proprio in queste settimane ha preso avvio un programma di sensibilizzazione sui temi della sostenibilità che coinvolgerà tutte le nostre sedi territoriali”.




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