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Aziende italiane sempre più lente nel saldare le fatture

Dall’analisi di Cribis D&B emerge un leggero peggioramento nelle abitudini di pagamento rispetto al biennio precedente

A fine 2009 lo scenario dei pagamenti da parte delle imprese italiane nei confronti dei propri fornitori evidenzia un leggero peggioramento delle abitudini medie rispetto al biennio 2007– 2008. Nel 2009 le aziende puntuali sono infatti state il 43,7% del totale, con un calo del 5,9% rispetto al 2008 e del 7,1% rispetto al 2007. I ritardi superiori ai 90 giorni medi, invece, hanno interessato il 3,3% delle aziende italiane. Rispetto al 2008, il 26,6% ha peggiorato le proprie perfomance di pagamento, nel 56,3% dei casi sono rimaste invariate e per il 17,1% sono addirittura migliorate. I comportamenti di pagamento delle nostre imprese sono però stati, seppur lievemente, migliori di quelli della media europea, dove i tempi necessari per saldare le fatture sono stati leggermente più lunghi. Inoltre, la maggior parte delle imprese italiane ha utilizzato dei termini contrattuali di pagamento compresi fra i 30 e i 60 giorni dalla stipula del contratto (nell’84,6% dei casi), il 3,8% ha preferito il termine inferiore ai 30 giorni, l’11,6% ha optato per quello superiore ai 60 giorni. Questo, in sintesi, lo scenario disegnato dall’edizione 2010 dello Studio sui pagamenti aziendali realizzato da Cribis D&B, società specializzata nella business information nata dall’acquisizione di D&B Italia da parte di CRIF, gruppo leader nei sistemi di informazioni creditizie e di supporto decisionale.

Anche nel 2009 le micro aziende sono state le più puntuali nei pagamenti: il 48% del totale ha infatti rispettato i termini contrattuali. Il 34,8% ha invece pagato entro i 30 giorni di ritardo e l’8,8% dopo 30-60 giorni. Decisamente meno virtuose le aziende di media e grande dimensione, che solo nel 28,6% e nel 13,8% dei casi sono risultate puntuali nei pagamenti. Di converso, sfruttando il proprio maggior potere contrattuale, più del 22% delle grandi imprese paga con un ritardo superiore ai 30 giorni medi, contro il 17% rilevato a livello nazionale. Rispetto al 2008, tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione, hanno registrato una percentuale maggiore di casi in cui le abitudini sono rimaste invariate (più del 46% del totale). Nell’Italia meridionale la percentuale delle imprese puntuali è di poco superiore al 35%, con un divario rispetto al livello medio nazionale di più di 8 punti percentuali, mentre il 38,9% regola le transazioni commerciali entro i 30 giorni e il 13,1% tra i 30 e 60 giorni. Il 5,3% del totale, infine, salda le fatture oltre il limite dei 90 giorni, contro il 3,3% della media nazionale e il 2% del Nord Italia.

Rispetto all’ultimo trimestre del 2009, i primi mesi del 2010 hanno registrato ulteriori difficoltà. Se il 53% delle aziende mostra infatti delle abitudini di pagamento invariate, il 27,5% evidenzia un peggioramento e solo il 19,5% fa segnare un miglioramento. In particolare, sono diminuite del 2,9% le aziende che pagano alla scadenza e sono aumentate dell’1,5% quelle che saldano con un ritardo moderato, entro i 30 giorni. Il 14,7%, invece, effettua i pagamenti con un ritardo compreso tra i 30 e i 90 giorni, mentre supera i 90 giorni di ritardo il 3,8% delle aziende italiane. La percentuale delle micro imprese – ovvero quelle con un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro e meno di dieci dipendenti - puntuali è scesa del 3,4% rispetto al trimestre precedente, mentre sono aumentate dell’1,5% quelle che pagano entro i 30 giorni. Andamento simile per le piccole realtà, anche se con variazioni più contenute: infatti, i pagatori regolari sono diminuiti dell’1,5%, mentre i gap per i pagamenti in ritardo oscillano fra lo 0,2% e lo 0,5%. La distribuzione delle medie e delle grandi aziende, invece, resta sostanzialmente stabile. Ancora una volta i peggioramenti sono stati più consistenti nel Sud Italia, dove i pagatori regolari sono diminuiti del 4,1% rispetto all’ultimo trimestre 2009, mentre è salito dell’1% il numero delle aziende con ritardi nei pagamenti compresi tra 1 e 60 giorni. “I comportamenti di pagamento sono uno strumento fondamentale per tastare il polso delle aziende - commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS D&B -. Rispetto alle informazioni pubbliche tradizionali, come il bilancio societario, i comportamenti di pagamento rappresentano una istantanea molto più puntuale, fornendo una rappresentazione dell’azienda non statica, come nel caso del bilancio, ma dinamica, in costante evoluzione e che consente di fare previsioni a breve e medio termine. Per questo, ogni azienda dovrebbe sempre avere sotto controllo i comportamenti di pagamento complessivi dei propri clienti, partner e fornitori, al fine di cogliere i cambiamenti e le problematiche prima che si traducano in bilanci non positivi o, peggio, in procedure in corso. Molte criticità potrebbero essere gestite per tempo e in modo preventivo”.




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