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Magazine online di approfondimento economico-finanziario


Quando il dirigente soffre soffre di solitudine

Essere insieme ad altri colleghi, parlare, ascoltare, discutere, aiuta a capire e prendere decisioni

Il mercato del lavoro risente, come e più di altri, l’onda lunga della crisi economica. Una crisi che per molte aziende italiane ha significato e, purtroppo significherà, riduzione del personale e la conseguente perdita del lavoro da parte di molte persone. In questo scenario, i dirigenti - specialmente quelli delle aziende industriali – sono un anello debole, anche per la natura stessa della loro tipologia di contratto. Mai come oggi, il dirigente soffre di solitudine, non solo nelle funzioni, sempre più frequentemente dettate da ragioni contingenti aziendali e non frutto di strategia, bensì per ciò che riguarda il suo ruolo, il suo futuro e le relative prospettive e aspettative. La situazione è oggettivamente difficile. Talvolta complicata. E in molti si fa strada l’impressione di non avere una possibilità di confronto su queste tematiche, che frequentemente si ha molto, forse troppo, pudore ad affrontare, specialmente perché risulta difficile identificare un interlocutore affidabile e discreto.

Proprio per cercare di dare risposte efficaci ed essere in qualche modo di reale supporto alla situazione di difficoltà, esiste l’ALDAI, Associazione Lombarda dei Dirigenti delle Aziende Industriali. Noi non siamo parte terza. Siamo parte in causa. E la differenza non è né semplicistica né banale.

Il mondo è cambiato, nel nostro Paese la crisi non passerà a breve, e una modifica strutturale si è generata creando nuovi contesti con nuovi protagonisti. Essere insieme ad altri colleghi, parlare, ascoltare, discutere, aiuta a capire. Il confronto fa crescere, specie se arricchito di contributi non prossimi e consueti. Sono un dirigente a mia volta. Sono stato in aziende multinazionali, percorrendo tutti i gradini della scala; conosco la fatica quotidiana che si somma alle infinite scelte e rinunce. Fattori che difficilmente si comprendono se non vissuti in prima persona. Siamo chiamati a prendere decisioni sempre più velocemente, a intraprendere percorsi professionali e scelte strategiche per noi stessi, i colleghi e la famiglia, il più delle volte avendo a disposizione informazioni insufficienti, scarse e non sempre affidabili. Vale per la professione ma anche per la parte previdenziale. Oggi è indispensabile vivere il presente ottemperando a vincoli burocratico–fiscali complessi, ma soprattutto con grandi perdite di tempo e ad alto rischio di errore, con conseguenti responsabilità a volte non solo economiche. Anche per questo esiste l’ALDAI. In associazione esistono competenze specialistiche per supportare le nostre decisioni e definire i contorni dei problemi.

Non solamente aspetti lavorativi, quindi, ma di supporto a 360°. In associazione organizziamo corsi di formazione, teniamo seminari, per assicurare qualificazione e riqualificazione. Una strategia per non disperdere il know how, ma anzi diffonderlo e implementarlo. Inoltre, dal punto di vista previdenziale, abbiamo assicurazioni specifiche per il manager, la sua salute i rischi connessi al suo ruolo, e dedicate non solo a lui, ma anche alla sua famiglia. Essere parte della nostra associazione vuol dire non essere soli, godere di servizi esclusivi gratuiti e incontrare persone che ci possono aiutare.

Si dice che il manager e il dirigente siano lupi solitari. È una leggenda metropolitana che è nell’interesse di tutti cancellare.

Marco Cecchini

Direttore ALDAI

www.aldai.it




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