Cambiano le modalità di erogazione, di fruizione e
di relazione, grazie alle periferiche mobili e nuove applicazioni

Non passa giorno che il Web non sia al centro di discussioni da parte di operatori del settore e non. Sicuramente è innegabile che la rete ha modificato il modo di vivere, di pensare, di muoversi delle persone e delle aziende. Chi di noi avrebbe mai immaginato, anche solo una decina di anni fa, che oggi la rete sarebbe stata basata sulla generazione di contenuti da parte degli utenti, che aziende specializzate nello sviluppo di soluzioni per il Web hanno lasciato spazio a nuove realtà che si occupano di curare l’immagine nella rete di imprese e prodotti. Si è quindi passato dalla realizzazione di soluzioni “vetrina” al monitoraggio di coloro che parlano dell’azienda o di un marchio, ovvero il cosiddetto “sentment”, mercato oggi in grande crescita. E chi avrebbe scommesso 4-5 anni fa sul sorpasso numerico di utenza tra un social network come Facebook (nato nel febbraio 2004) rispetto ed un motore di ricerca come Google? Effettivamente la rete sta evolvendo anzi, sta rivoluzionando l’economia immateriale. Pensiamo al solo Facebook. Nel 2010 il numero degli utenti attivi ha raggiunto quota 400 milioni in tutto il mondo. In base all’acquisto di una quota dell’1,6% da parte di Microsoft nel 2007 per 240 milioni di dollari e all’acquisto del 2% per 200 milioni di dollari da parte di un gruppo di investitori russi, il valore del sito è stato stimato di 10 miliardi di dollari nonostante il 2009 sia stato il primo anno di utile dell’azienda con un guadagno di 500 milioni di dollari, il 78% in più rispetto al 2008.
Nelle scorse settimane il “padre” di Facebook ha annunciato di voler dare un contributo alla crescita della rete anzi, per dirla in modo corretto, ha chiesto supporto per creare assieme il Web del futuro.
Cosa sta cambiando quindi nella rete? Sta cambiando la modalità di erogazione della pubblicità, le modalità di affiliazione degli utenti a gruppi di interesse ma soprattutto le modalità di fruizione dei servizi in rete. Stanno prendendo sempre più piede le periferiche mobili (Iphone in primis) e a seguito di ciò cambiano anche le modalità di fruibilità delle applicazioni in rete. Soluzioni come Facebook che prevedono l’integrazione di applicazioni esterne sono a mio avviso il punto di forza del Web del futuro, una sorta di devoluzione da parte dei grandi network che consentono a servizi periferici (le applicazioni) di poter interagire con l’utenza del network per pacchettizzare delle soluzioni specifiche per utenti profilati.
Non dimentichiamoci, inoltre, l’evoluzione delle modalità di acquisto abbinate ai social network: è notizia di questi giorni che il social shopping (l’acquisto effettuato in gruppi di utenti) è in forte incremento: la crescita di traffico nell’ultimo anno per i siti di social shopping è stata del 72%. E, come è noto, l’aumento delle visite è legato a un aumento delle spese online: in genere, nei siti di ecommerce generalisti, il tasso di conversione dei visitatori in clienti arriva all’1% mentre un social network come Facebook, ha dimostrato la capacità, di convogliare pubblico sugli spazi di social shopping. Le stime di indicano che dal social network arriva il 32% del traffico per l’intera categoria. Siamo quindi in fase di evoluzione, rivoluzione o devoluzione del nostro modo di vivere in rete?
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