Le previsioni per l’Eurozona: crescita debole fino al 2012
Ripresa a due velocità, disoccupazione in aumento e probabile maggiore rigidità fiscale rallentaranno l’economia

L’EEF (Ernst & Young Eurozone Forecast) prevede che la crescita del PIL sarà debole fino al 2012 in tutto il continente. L’Eurozona marcerà a singhiozzo nel primo trimestre del 2010, anche a causa dell’abolizione degli incentivi alla rottamazione delle auto e dell’eccezionale rigidità del clima in tutta Europa che si è registrata ad inizio anno. Durante il 2010, si assisterà a una progressiva ripresa nel commercio internazionale, sostenuta dall’accelerazione dell’economia statunitense e asiatica e a un miglioramento della domanda interna. Ma la ripresa non avverrà ovunque allo stesso ritmo e l’Eurozona andrà a due velocità. Le economie di Germania, Francia e Benelux stanno guadagnando slancio mentre la crescita nelle economie mediterranee dell’Eurozona e in Irlanda sarà rallentata dagli sforzi di riduzione dei deficit di bilancio. Si prevede che la crescita in queste aree raggiunga una media annua del solo 0.6% nel periodo 2010-12, a fronte dell’1.8% di Germania, Francia e Benelux (mentre, nel quinquennio precedente alla crisi, Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna avevano registrato una crescita del 3.5% annuo a fronte di un dato di poco inferiore al 2% annuo ottenuto dalle nazioni nordeuropee).
Sul versante dell’occupazione, anche le più forti economie dell’Eurozona, come Francia e Germania, vivranno delle difficoltà. Sebbene non si preveda un’escalation della disoccupazione, l’economia ha bisogno di crescere significativamente prima che la produttività ritorni ai livelli pre-crisi e l’occupazione possa riprendere. Ma la fiducia tra i business leader europei resta relativamente bassa e si traduce in limitati investimenti e assunzioni. L’EEF prevede così che la disoccupazione crescerà ulteriormente quest’anno e nel 2011, raggiungendo i 17 milioni in tutta l’Eurozona.
La crescita sarà rallentata anche dal prevedibile irrigidimento fiscale, che sarà più celere del previsto come conseguenza degli effetti della crisi finanziaria in Grecia. Le previsioni del rapporto EEF mostrano una significativa riduzione nei deficit, da quasi il 7% del PIL in media in tutta l’Eurozona nel 2010, a meno del 3% di PIL nel 2014. Ma questo inevitabilmente peserà sul ritmo di ripresa nel medio termine. In quest’ottica, le politiche a breve termine devono restare focalizzate su crescita e occupazione e la BCE dovrebbe rinviare ogni incremento dei tassi d’interesse fino al 2011, anche perché - nel prossimo futuro - sembra scarsa la propensione di molte banche all’erogazione del credito.
In questo scenario, sembra però ridotto il rischio di una recessione “double-dip”, con una probabilità intorno al 20% per un nuovo scivolamento dell’Eurozona in recessione nella seconda metà di quest’anno. Ma non è un’ipotesi escludibile in assoluto, giacché le preoccupazioni dei mercati finanziari sulla sostenibilità delle finanze pubbliche potrebbero deteriorare la fiducia e l’Europa resta vulnerabile ai rallentamenti della ripresa globale. E’, tuttavia, di gran lunga più probabile un ritorno alla crescita sulla lunga distanza, con la maggioranza dei paesi dell’Eurozona che ritornerà a una situazione pre-crisi nel 2012 ma, comunque, in ritardo rispetto alle altre maggiori regioni del mondo. “Ottenere una crescita al 2% nell’Eurozona dal 2012 in poi – afferma Donato Iacovone, Country Managing Partner di Ernst & Young in Italia - se è un reale successo qualora comparato alla caduta del 4% nel 2009, perde di valore se confrontato al possibile 3% e oltre degli Stati Uniti o al 5 o 6% dei mercati asiatici. I governi europei e i decisori politici devono iniziare a preoccuparsi su come colmare il gap”.
L’EEF è una nuova previsione economica trimestrale che si basa sul modello previsionale usato dalla BCE ed è costruita esclusivamente per offrire insight sui trend macroeconomici dell’Eurozona e dei suoi 16 paesi membri. “L’EEF si differenzia da altri strumenti simili perché non è una mera ricerca accademica, ma è pensato e scritto per le esigenze della business community – spiega Donato Iacovone – Anche a causa della turbolenza degli ultimi tre anni, negli incontri con i nostri clienti, abbiamo percepito l’esigenza di previsioni economiche approfondite e tempestive, ma al contempo pratiche e accessibili. Come organizzazione leader nei servizi professionali, che vuole facilitare il dialogo e il confronto su rilevanti questioni di business a livello internazionale, ci siamo così impegnati in un progetto che, come dimostra la prima edizione odierna, riesce a fornire importanti informazioni e spunti di riflessione”.
Torna al sommario




