MORK: I miei amici non parlano più tanto spesso di mercati finanziari. Sono tutti concentrati sul campionato di calcio, sui vestiti della Clerici e la canzone di Pupo e il Principe al Festival di Sanremo, sui vari scandali che si susseguono settimana dopo settimana nel paese. Ho la sensazione che stia sopraggiungendo un po' di sfiducia.
MINDY: Non farti ingannare anche tu. Sembra che non parlino di mercati finanziari, di economia reale, di posti di lavoro, di struttura dell'economia e benessere condiviso. Ma in realtà ne stanno continuamente parlando. O meglio, la campagna di disinformazione che è in atto nel nostro Paese e nel mondo sta raggiungendo il suo obiettivo. In assenza di risultati significativi delle politiche poste in atto per affrontare la grave crisi che stiamo affrontando, si attira l'attenzione della gente dando importanza ad argomenti che non l'hanno minimamente. Quasi tutti dibattono di Clooney che ha messo in vendita la sua magione sul lago di Como, ma sulla tragica situazione finanziaria e sociale della Grecia la disinformazione regna sovrana.
MORK: Sai che alcune volte non ti capisco, mi sembra che vuoi necessariamente vedere tutto
nero. Qui in realtà la gente è felice, va in vacanza, non è preoccupata, spende cifre incredibili per andare alla stadio, rimane incollata alla TV ad applaudire e votare democraticamente i propri cantanti preferiti. Non è che stai esagerando?
MINDY: John Maynard Keynes scrisse che “la saggezza del mondo insegna che è cosa migliore per la reputazione fallire in modo convenzionale, anziché riuscire in modo anticonvenzionale”. Da molti punti di vista viviamo da decenni appoggiati su di un unico modello economico e comportamentale, il capitalismo. L'effetto finale esaperato è l'appiattimento,
in toto o in buona parte, delle persone su questo modello. Le persone si percepiscono in base al loro livello di consumi e non in base a quello che sono, alla loro intelligenza, alla loro conoscenza, alla loro capacità di approfondimento. Un sistema di potere poggiato sulla relazione e non sulle competenze e sul merito in cui la collettività ne paga il costo, in termini oggettivi: tasse elevate, scarsi servizi, minor ordine pubblico a causa di norme ad hoc per assicurare l'impunità alla classe dirigente e che finiscono per minacciare la sicurezza di tutti.
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