L’eredità che la recessione sta lasciando all’economia globale è difficile da gestire, e la speranza che quest’anno possa segnare un momento di svolta per le imprese a livello mondiale è ancora debole. E’ la storia che ce lo insegna. Gli anni che sono seguiti ai periodi di contrazione dell’economia hanno portato con sé problematiche complesse, a carico dei tassi di occupazione e di quelli di insolvenze e fallimenti. Per cui, se da un lato le economie sembrano impegnate a risalire la china e far quadrare i conti, dall’altro il mondo delle imprese alza sempre di più il livello di attenzione su un tema di vitale importanza: gestire efficacemente i crediti commerciali. E’ su questo campo, in sostanza, che si gioca la partita della buona salute delle imprese, della crescita e dello sviluppo del business, è qui che si possono prevenire le problematiche relative ai flussi di cassa
e, più in generale, le crisi di liquidità del sistema. “Oggi più che mai – afferma Samuel Pengel, Country Manager per l’Italia di Atradius - concedere credito ai clienti può servire a dare un nuovo concreto impulso ad un’economia che ha sofferto e che sta faticosamente cercando di ritrovare serenità. Oggi, concedere pagamenti dilazionati può contribuire a dare fiato alla domanda di un mercato in crisi, può garantire la continuità della concorrenza
tra imprese, può essere un efficace strumento di sostegno delle vendite, oltre a continuare a svolgere il proprio ruolo di finanziamento del cliente. Concedere credito ai clienti, tuttavia, può significare esporsi al rischio di insolvenza o mancato pagamento, cioè il rischio che sorge nel momento in cui il cliente dell’impresa fornitrice non riesce a far fronte ai propri impegni di pagamento. Le motivazioni di base sono
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