Una strategia diplomatica UE sembra ormai inevitabile per evitare l'irrilevanza.
Sia il governo di Volodymyr Zelensky che il Cremlino hanno inviato segnali di apertura verso questo possibile binario parallelo di negoziazione. La Casa Bianca non sembra intenzionata a ostacolare l'intervento europeo, ritenendo che non disturbi i processi già in atto. La scelta della figura ideale ricade su nomi che hanno segnato la storia recente del continente. - Mario Draghi, l'ex presidente del consiglio italiano apprezzato per la sua solidità pragmatica. - Angela Merkel, che vanta la relazione storica più profonda con il leader russo. - Alexander Stubb, attuale presidente della Finlandia. - Sauli Niinistö, il suo predecessore.
Riproporre la Merkel come mediatrice ha il sapore di una minestra riscaldata che potrebbe risultare indigesta in alcune capitali dell'est, ma la sua esperienza rimane un asset innegabile in un momento di estrema incertezza.
La crisi energetica africana e il riverbero sui mercati
Mentre la diplomazia cerca spazi di manovra, il settore energetico subisce i contraccolpi del conflitto tra USA e Iran, colpendo duramente le economie emergenti. La carenza di carburante sta paralizzando diversi paesi africani, provocando un aumento dei costi di trasporto che mette a rischio la stabilità sociale. I prezzi di benzina e diesel sono balzati verso l'alto con incrementi fino al 46% in alcune regioni. - In Kenya gli scontri per il carovita hanno già causato quattro vittime. - Nelle Comore l'esecutivo ha dovuto bloccare d'autorità gli aumenti per placare la piazza. - Il Malawi ha esaurito completamente le proprie riserve strategiche di combustibile.
Queste tensioni dimostrano quanto la crisi energetica africana possa influenzare indirettamente le catene di fornitura internazionali, aumentando la volatilità in un periodo già complesso per il commercio mondiale.
La transizione della FED e l'eredità di Jerome Powell
Il panorama finanziario si prepara a un cambiamento storico: venerdì si concluderà la presidenza di Jerome Powell alla Federal Reserve.
Il testimone passerà a Kevin Warsh, che eredita una banca centrale trasformata dagli eventi degli ultimi anni. La transizione della FED avviene dopo un periodo in cui Powell ha dovuto difendere strenuamente l'autonomia dell'istituto dalle pressioni politiche esercitate da Donald Trump. Nonostante i contrasti accesi, Powell ha gestito la fase drammatica del COVID-19 attraverso tagli dei tassi e acquisti massicci di titoli, interventi che hanno protetto l'economia ma hanno anche spianato la strada alla successiva fiammata dell'inflazione. Negli ultimi giorni del suo mandato ha risposto con fermezza alle indagini sulle sedi della banca centrale: "le intimidazioni politiche non devono condizionare le scelte monetarie, che seguono esclusivamente i dati economici." La sua uscita dalla presidenza solleva interrogativi pesanti sulla capacità dell'istituto di restare impermeabile ai desiderata dell'esecutivo, un tema che i mercati seguiranno con estrema attenzione nelle prossime settimane.
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