Commercio estero: a luglio su mese export +5,7% (ma -7,3% su anno) e import +4,8


Siamo lontani dai periodi pre-Covid, l’export dà segni di vitalità e la bilancia dei pagamenti rimane comunque in attivo. E questo è comunque un buon dato, anche se per fortuna più passano i mesi e più si riduce il divario con i risultati del 2019. Prosegue quindi a luglio la fase di risalita delle vendite all’estero verso entrambi i mercati di sbocco, UE ed extra UE. La crescita congiunturale dell’export, più intensa verso i paesi extra Ue, è estesa a tutti i raggruppamenti principali di industrie ed è dovuta in particolare agli aumenti delle vendite di beni di consumo non durevoli, beni strumentali e beni intermedi. Su base annua, la flessione dell’export si riduce ulteriormente ed è spiegata, per metà, dal calo delle vendite di macchinari, prodotti della raffinazione e metalli. Anche le importazioni continuano a crescere sul mese, ma sull’anno registrano una contrazione ancora molto ampia e in più lenta attenuazione. A luglio, i prezzi all’import segnano un lieve rialzo congiunturale e un modesto ridimensionamento del calo tendenziale (-6,4%, da -6,5% di giugno), cui contribuiscono le dinamiche dei prezzi nell’Area non euro. Ma veniamo ai dati. Secondo quanto comunicato dall’Istat, a luglio 2020 si stima una crescita congiunturale per entrambi i flussi commerciali con l’estero, più intensa per le esportazioni (+5,7%) che per le importazioni (+4,8%). L’aumento su base mensile dell’export è dovuto in particolare all’incremento delle vendite verso i mercati extra Ue (+7,6%) mentre quello verso l’area Ue è più contenuto (+3,9%). Nel trimestre maggio-luglio 2020 rispetto al precedente, la ripresa congiunturale registrata a partire da maggio si traduce in un aumento per l’export (+4,4%) e in una diminuzione contenuta per l’import (-2,3%). A luglio 2020 l’export registra un ulteriore ridimensionamento del calo tendenziale (-7,3%; era -12,1% a giugno); la flessione è più ampia verso l’area extra Ue (-8,1%) rispetto a quella Ue (-6,4%). L’import mostra un recupero più lento e una contrazione più marcata (-14,2%, da -15,6% di giugno), sintesi del calo degli acquisti da entrambi i mercati, più ampio dall’area extra Ue (-17,5%) rispetto all’area Ue (-11,5%). Tra i settori che contribuiscono maggiormente alla flessione tendenziale dell’export si segnalano macchinari e apparecchi n.c.a. (-8,3%), prodotti petroliferi raffinati (-48,0%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-9,1%), articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (-15,9%) e articoli in pelle escluso abbigliamento e simili (-15,6%). In aumento su base annua le esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+12,8%), autoveicoli (+5,7%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+1,3%) e computer, apparecchi elettronici e ottici (+1,5%). Su base annua, i paesi che contribuiscono in misura maggiore alla caduta dell’export sono Spagna (-16,4%), Germania (-5,3%), Francia (-6,1%), Stati Uniti (-5,4%), Regno Unito (-9,5%), paesi OPEC (-12,8%) e Svizzera (-6,3%). In aumento le vendite verso Belgio (+15,6%) e Cina (+14,0%). Nei primi sette mesi dell’anno, la flessione tendenziale dell’export (-14,0%) è dovuta in particolare al calo delle vendite di macchinari e apparecchi n.c.a. (-18,2%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-13,2%), articoli in pelle escluso abbigliamento e simili (-26,2%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-19,5%), autoveicoli (-26,2%) e articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia      (-22,9%). A luglio 2020 si stima che il saldo commerciale aumenti di 2.077 milioni di euro (da +7.617 milioni a luglio 2019 a +9.694 milioni a luglio 2020). Al netto dei prodotti energetici il saldo è pari a +11.679 milioni di euro (era +11.084 milioni a luglio 2019).




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Scritto da Claudio C. Gandolfo il 17 Sep 2020 10:19






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