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Commercio estero: a febbraio export -0,6% e import -0,6% su mese


Non è tanto per la dimensione della frenata, quanto il fatto che ci sia una tendenza negativa nel settore più importante della nostra economia, quello che ci tiene a galla da tempo, e che non prelude a nulla di particolarmente positivo per il proseguimento dell’anno. L’Istat ha infatti comunicato che rispetto al mese precedente, a febbraio 2018 si registrano contenute diminuzioni sia per le esportazioni sia per le importazioni (-0,6% per entrambi i flussi). La flessione congiunturale dell'export scaturisce da dinamiche contrapposte delle due principali aree di sbocco, con una diminuzione delle vendite verso i mercati extra Ue (-2,5%) ed una crescita verso l'area Ue (+0,9%). A febbraio 2018, la diminuzione congiunturale dell’export (-0,6%) è da ascrivere alla flessione delle vendite di beni di consumo non durevoli (-3,4%), prodotti energetici (-5,9%) e beni di consumo durevoli (-1,4%). Il calo congiunturale delle importazioni (-0,6%) è determinato dalla diminuzione di beni di consumo non durevoli (-4,3%), beni strumentali (-1,5%) e beni di consumo durevoli (-1,3%). L’aumento tendenziale delle esportazioni (+3,9%) è principalmente determinato dai beni intermedi (+6,7%) e beni strumentali (+4,5%). La crescita tendenziale delle importazioni (+0,5%) è determinata dai prodotti energetici (+5,6%), beni intermedi (+3,4%), beni strumentali (+1,0%) e beni di consumo durevoli (+0,6%). A febbraio 2018 il saldo commerciale è positivo (+3,1 miliardi), in aumento rispetto a febbraio 2017 (+1,9 miliardi). Al netto dei prodotti energetici, la bilancia commerciale è attiva per 6,1 miliardi. Nel mese di febbraio 2018, l’aumento tendenziale delle esportazioni (+3,9%) ha riguardato soprattutto le vendite di mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+14,1%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+11,4%), computer, apparecchi elettronici e ottici (+7,6%), apparecchi elettrici (+6,7%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,9%). Sul versante delle importazioni (+0,5%), aumenti rilevanti riguardano gas naturale (+21,3%), carta e prodotti di carta; prodotti della stampa e della riproduzione di supporti registrati (+14,5%), petrolio greggio (+9,7%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+9,2%) e apparecchi elettrici (+4,5%). Nel trimestre dicembre 2017-febbraio 2018, si rileva una leggera flessione congiunturale dell'export (-0,1%) che coinvolge esclusivamente l'area extra Ue (-2,1%), mentre l'area Ue registra un aumento (+1,6%). Nello stesso periodo l'import cresce dell'1,6%. A febbraio 2018 la crescita tendenziale dell'export (+3,9%) è dovuta esclusivamente all'area Ue (+6,9%), mentre i Paesi extra Ue sono stazionari (+0,0%). L'aumento dell'import (+0,5%) è determinato dall'espansione degli acquisti dall'area Ue (+2,0%).

Paesi partner nel commercio estero

A febbraio 2018, la flessione congiunturale dell’export (-0,6%) è sintesi del calo delle vendite verso l’area extra Ue (-2,5%) e dell’aumento verso l’area Ue (+0,9%). Rispetto al mese precedente la diminuzione dell’import (-0,6%) è da ascrivere al decremento degli acquisti dall’area Ue (-1,8%). Nel trimestre dicembre 2017-febbraio 2018 la flessione congiunturale dell’export (-0,1%) è determinata dal calo delle vendite verso l’area extra Ue (-2,1%). Nello stesso periodo l’incremento congiunturale dell’import (+1,6%) è determinato sia dagli acquisti dall’area extra Ue (+2,2%) sia da quelli dall’area Ue (+1,2%). La crescita tendenziale dell’export (+3,9%) è sostenuta verso Paesi Bassi (+19,0%), Polonia (+17,0%), Repubblica ceca (+13,5%), Austria (+12,9%) e Svizzera (+11,7%). L’aumento dell’import (+0,5%) è determinato principalmente dall’incremento degli acquisti da paesi OPEC (+13,0%), Repubblica ceca (+10,2%), Austria (+9,1%), Germania (+8,2%) e Romania (+7,0%). L’aumento tendenziale dell’export è spiegato per 1,3 punti percentuali dalla crescita delle vendite di mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi verso la Polonia, metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti verso Germania, Francia e Svizzera e articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici verso la Svizzera. Le vendite di prodotti petroliferi raffinati verso i paesi OPEC e di autoveicoli verso la Cina contrastano per quasi mezzo punto percentuale la crescita delle esportazioni. Gli acquisti di petrolio greggio dai paesi OPEC e di gas naturale dalla Russia spiegano per 1,3 punti percentuali la crescita dell’import. Le importazioni di petrolio greggio dalla Russia e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici dal Belgio contrastano per oltre un punto percentuale la crescita degli acquisti.

Valori medi unitari e volumi all’export e all’import

A febbraio 2018 si rileva una crescita tendenziale dei valori medi unitari sia all’export (+1,6%) sia all’import (+1,4%). I volumi scambiati sono in aumento per le esportazioni (+2,3%) e in diminuzione per le importazioni (-1,0%). L’aumento dei valori medi unitari all’export è determinato dalla crescita registrata sia per i paesi dell’area Ue (+2,3%) sia per quelli dell’area extra Ue (+0,6%). L’incremento all’import è determinato sia dai paesi dell’area Ue (+2,3%) sia da quelli dell’area extra Ue (+0,1%). La crescita dei volumi esportati interessa tutti i raggruppamenti principali di industrie a eccezione dei beni di consumo durevoli (-0,5%).




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Scritto da Claudio C. Gandolfo il 17 Apr 2018 11:17





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