Markit PMI terziario: a settembre, accelera la crescita dell’attività economica


Nonostante la congiuntura incerta, se non negativa, del Paese, alle prese con il calo del comparto manifatturiero a causa anche del rallentamento del commercio mondiale, c’è un Italia che reagisce. Visto il maggiore flusso di nuovi ordini, l’attività economica di settembre ha registrato un aumento della crescita per il settore terziario in Italia. In merito ai prezzi, al fine di intensificare le vendite e tenersi al passo con la concorrenza, le aziende del settore hanno ridotto le tariffe per il secondo mese consecutivo, segnando la maggiore riduzione dallo scorso maggio. Le aspettative di attività tra dodici mesi sono inoltre molto migliorate rispetto al record negativo in un anno di agosto, con previsioni di un aumento delle vendite. Il principale parametro di questo report, l’indice destagionalizzato delle Attività Economiche, calcolato in base ad una singola domanda che chiede alle aziende monitorate di paragonare l’andamento dell’attività del mese in corso rispetto a quello precedente, ha registrato a settembre 51.4, in rialzo da 50.6 di agosto. Tale valore indica un incremento più rapido dell’attività economica terziaria, in crescita per il quarto mese consecutivo. A supportare la maggiore espansione dell’attività del settore terziario è stato il miglioramento della domanda interna. Il tasso di crescita dei nuovi ordini totali è stato modesto ma più rapido di agosto. Al contrario, le vendite all’estero hanno indicato la terza contrazione mensile consecutiva e le aziende intervistate hanno segnalato un generale indebolimento della domanda estera. In merito all’occupazione, il tasso di assunzione di settembre del settore terziario italiano è stato consistente ma modesto, rallentando fino a toccare i minimi da maggio. Il campione monitorato ha collegato la più rapida creazione occupazionale alle aumentate necessità aziendali. Nel mese di settembre, le pressioni sulla capacità operativa del settore hanno continuato a ridursi registrando il secondo calo mensile consecutivo del lavoro inevaso. Oltretutto il tasso di contrazione è stato forte ed il più rapido da marzo 2016. Sul fronte dei prezzi, l’inflazione dei costi gestionali di settembre ha indicato la maggiore accelerazione in dieci mesi, registrando un tasso forte. Le aziende campione lo hanno soprattutto collegato all’effetto inflazionistico dovuto alle fluttuazioni dei tassi di cambio e ai maggiori costi salariali. Se a settembre l’incremento dei costi ha subìto un’accelerazione, i prezzi di vendita del settore terziario in Italia sono al contrario diminuiti per il secondo mese consecutivo e al tasso più rapido da maggio. Dai commenti raccolti, le aziende hanno affermato di aver ridotto i prezzi per incentivare le vendite. Infine, la fiducia delle aziende italiane legate ai servizi ha indicato a settembre un miglioramento rispetto ad agosto scorso, mese in cui si è toccato il record minimo in un anno. Il campione intervistato ha collegato tale ottimismo allo sviluppo di nuovi prodotti e alle maggiori aspettative di vendita. Secondo Amritpal Virdee, Economist presso la IHS Markit, “A settembre, le condizioni del terziario hanno mostrato una positiva ripresa, con incrementi più sostenuti sia dell’attività che dei nuovi ordini totali rispetto al mese precedente. I dati rilevati alimentano la speranza che il settore dei servizi stia riemergendo dalla recessione generale cui assistiamo da inizio anno. Tuttavia, sebbene le condizioni della domanda nazionale rimangano soddisfacenti, le aziende terziarie restano ancora esposte alle contrazioni causate dagli scambi commerciali che stanno incidendo sul settore manifatturiero e che a settembre hanno causato il terzo mese consecutivo di calo delle commesse estere. Resta certo che le minacce a breve termine di un aumento del protezionismo globale e dell’incertezza politica non danno segno di placarsi. Questi fattori continuano a pesare sull’ottimismo del settore terziario, che, nonostante sia migliorato dai minimi in un anno toccati ad agosto, continua a rimanere debole. Perciò, vista la modesta espansione avutasi nel secondo trimestre, la crescita del PIL in questi ultimi mesi del 2019 rischia di mantenere toni piuttosto contenuti”.




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Scritto da Claudio C. Gandolfo il 03 Oct 2019 09:58







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