IHS Markit PMI manifatturiero Italia: a settembre forte peggioramento


Al tasso maggiore in sei mesi, peggiorano a settembre le condizioni del settore manifatturiero, con la forte riduzione dei nuovi ordini che ha causato l’ennesimo declino della produzione, il quattordicesimo consecutivo e il più veloce da aprile. Conseguentemente, diminuiscono i prezzi di acquisto di materie prime come cotone e acciaio. Allo stesso tempo, l’ottimismo è crollato al valore più basso in nove mesi in particolare a causa delle preoccupazioni circa il settore automobilistico. L’Indice PMI (Purchasing Managers Index) IHS Markit del settore manifatturiero italiano – che con una sola cifra dà un’immagine degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero – ha registrato a settembre 47.8, in discesa da 48.7 di agosto e segnalando quindi il peggioramento delle condizioni operative maggiore in sei mesi e riportando una contrazione mensile continuativa da inizio anno. A livello settoriale quello dei beni di investimento ha guidato la contrazione, mentre solo quello dei beni di consumo ha riportato a settembre un miglioramento. Detto questo, la crescita della produzione è ripresa nel sotto settore dei beni intermedi dove infatti è stata riportata la prima crescita della produzione da giugno 2018. I produttori di beni di investimento hanno continuato a riportare forti crolli della produzione, nuovi ordini, esportazioni e attività di acquisto. Ad influenzare l’indice PMI principale sono state le contrazioni della produzione e dei nuovi ordini, con gli ultimi dati che hanno mostrato come la produzione manifatturiera è diminuita a settembre ad un tasso moderato che è stato il più’ veloce da aprile. Le aziende manifatturiere hanno indicato che la contrazione delle condizioni della domanda ha continuato ad intaccare gli ordini generali, che diminuiscono quindi per il quattordicesimo mese consecutivo e al tasso più veloce in sei mesi. Inoltre, le aziende del settore hanno registrato a settembre una diminuzione delle esportazioni pare a causa della più debole domanda da parte dei clienti europei e americani. In linea con la riduzione osservata nella produzione e nei nuovi ordini, le imprese manifatturiere italiane hanno diminuito a settembre la loro forza lavoro. Sebbene solo marginale, la diminuzione occupazionale è stata più veloce rispetto a quella osservata ad agosto e segna il quarto mese consecutivo di declino. Le aziende campione hanno attribuito la riduzione del livello occupazionale ai minori ordini ricevuti. Allo stesso tempo, il livello del lavoro inevaso è diminuito per il diciottesimo mese consecutivo e al tasso più veloce da agosto 2018. Per il quindicesimo mese consecutivo a settembre diminuisce l’attività di acquisto delle imprese manifatturiere italiane. Il tasso di contrazione è stato elevato e uguale a quello di agosto. La minore pressione presso la catena di fornitura ha contribuito al quarto miglioramento dei tempi medi di consegna durante gli ultimi cinque mesi. A settembre sia i prezzi di acquisti che quelli di vendita sono apparsi in diminuzione. Sono stati riportati riduzioni di prezzo di materie prime come cotone e acciaio mentre i prezzi di vendita sono in ribasso in quanto alcune aziende hanno cercato di stimolare gli ordini. Diminuisce a settembre al livello più basso in nove mesi l’ottimismo delle aziende manifatturiere italiane per quanto riguarda la produzione. Detto ciò, le aspettative circa l’attività futura sono rimaste positive a causa del lancio di nuovi prodotti e alla speranza del miglioramento delle generali condizioni della domanda.

Secondo Amritpal Virdee, Economist di IHS Markit, “Il settore manifatturiero in Italia a settembre non mostra segnali di superamento della crisi, con la contrazione degli ordini che si estende al quattordicesimo mese consecutivo e ad un tasso più veloce rispetto ad agosto. Alcuni fattori hanno continuato ad intralciare la domanda, in particolare le deboli esportazioni che hanno influenzato soprattutto il sotto settore dei beni capitali. La contrazione pare si sia consolidata con l’ulteriore declino del livello occupazionale e dell’attività di acquisto di settembre. Sul fronte delle giacenze, diminuiscono sia quelle delle materie prime e dei semilavorati che quelle dei prodotti finiti mostrando quindi poco ottimismo sulla crescita futura. Inoltre, l’indicatore che anticipa le tendenze, l’Indice della Produzione Futura, a causa delle preoccupazioni sul mercato automobilistico, è crollato al livello più basso in nove mesi. Così come stanno le cose, gli ultimi dati PMI suggeriscono che, zoppicando verso l’ultimo trimestre dell’anno, e sulla traiettoria in cui si trova attualmente, l’economia manifatturiera potrebbe finire a livelli inferiori di quelli mostrati quando era entrata in crisi all’inizio del 2018”.




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Scritto da Claudio C. Gandolfo il 01 Oct 2019 09:56







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