IHS Markit PMI Flash Eurozona: crescita e fiducia restano deboli


Il tasso di crescita economica dell’eurozona di giugno è rimasto debole, ma è aumentato per il secondo mese consecutivo fino a raggiungere il valore più alto in sette mesi. La crescita è stata guidata dal settore terziario che ha controbilanciato l’attuale contrazione del manifatturiero. Nel frattempo, l’ottimismo sul futuro è calato ancora di più, scendendo al livello più basso dalla fine del 2014. Tali numeri fanno supporre che nei prossimi mesi la crescita resterà debole. Anche le pressioni inflazionistiche si sono moderate. Dalla lettura dei dati preliminari ‘flash’, l’Indice IHS Markit PMI Composito dell’Eurozona è salito a 52.1 nel mese di giugno, aumentando rispetto a 51.8 di maggio e raggiungendo un record da novembre. I dati del secondo trimestre hanno rilevato un leggero rialzo della crescita rispetto al primo trimestre. Tuttavia, il valore raggiunto resta il secondo più basso dal quarto trimestre del 2014. La crescita è stata guidata dal settore terziario, che ha registrato l’incremento più netto dell’attività da novembre dello scorso anno. Al contrario, il manifatturiero è rimasto in flessione, con la produzione in calo per il quinto mese consecutivo ed al tasso più rapido rispetto a maggio. Se il terziario ha indicato il migliore trimestre dal penultimo del 2018, il manifatturiero ha concluso quest’ultimo trimestre indicando il calo peggiore della produzione in sei anni. L’aumento generale dell’attività è stato supportato della ricezione del più alto numero di ordini da novembre, anche se è stato inferiore rispetto ai valori raggiunti a giugno dell’anno scorso. Il migliorato flusso di nuovi ordini terziari ha controbilanciato l’ennesima forte contrazione delle commesse manifatturiere, che hanno continuato a deteriorarsi ad uno dei tassi peggiori in sei anni, anche se più lentamente rispetto ai primi mesi dell’anno. In questo mese, le esportazioni di beni e servizi (incluso il commercio all’interno dell’eurozona) sono diminuite, indicando un tasso di contrazione rallentato leggermente sino a raggiungere il valore più debole da gennaio. Nonostante il crescente numero di nuove commesse, il tasso di attività generale ha superato quello delle commesse in entrata. Per questo, si è registrato un calo del lavoro inevaso in sei mesi su sette. Il tasso di contrazione è risultato moderato per il terzo mese consecutivo, facendo emergere un’eccessiva capacità operativa. Infatti, nel terziario, l’accumulo di ordini è fortemente aumentato per quattro mesi, con aziende che hanno a volte faticato per soddisfare la domanda. Al contrario, nel manifatturiero le commesse inevase hanno continuate il loro forte declino. Allo stesso tempo, la crescita occupazionale è aumentata marginalmente, pur restando nella media di quest’anno e inferiore a quella dell’anno scorso. Il forte rialzo delle assunzioni del terziario è stato accompagnato da un incremento solo marginale nel manifatturiero. Tuttavia, quest’ultimo settore ha indicato un miglioramento rispetto a maggio, mese in cui si è registrato il primo crollo netto dell’occupazione manifatturiera dal 2014. In merito ai mesi futuri, le aziende hanno continuato a riportare minori aspettative di crescita per il prossimo anno, riducendole al valore più basso da ottobre 2014. Durante il mese, la fiducia è peggiorata sia nel terziario che nel manifatturiero e i commenti raccolti hanno generalmente affermato quanto prospettive economiche più deboli, incertezze, problemi geopolitici e la maggiore concorrenza potrebbero limitare la crescita nei prossimi mesi. Le aziende manifatturiere si sono mostrate preoccupate soprattutto del rallentamento della domanda del mercato estero e dell’impatto negativo delle guerre commerciali. L’inflazione dei prezzi d’acquisto nei due settori si è nel frattempo moderata segnando i valori minori da settembre 2016. La stessa ha a sua volta alleggerito le pressioni al rialzo dei prezzi di vendita. Le tariffe medie per beni e servizi hanno mostrato il minore aumento da novembre 2016. I prezzi manifatturieri hanno indicato un incremento piuttosto modesto, dovuto in parte al primo crollo dei prezzi di acquisto registrato da questa indagine in tre anni. Il declino dei prezzi delle materie prime è stato generalmente collegato all’indebolimento globale della domanda. In Francia, la crescita è accelerata segnando un record da novembre grazie alle migliorate prestazioni del terziario e del manifatturiero e superando la Germania, dove la crescita dell’attività è rimasta invariata dai valori record su tre mesi di maggio. Il settore manifatturiero tedesco è rimasto in forte contrazione, controbilanciando la forte crescita terziaria. Tuttavia, se Francia e Germania hanno indicato risultati migliori da inizio anno, la crescita dell’attività del resto dei paesi dell’eurozona è rallentata, segnando i valori più deboli da novembre 2013, indicando nel terziario i minimi in cinque anni e mezzo mentre la produzione manifatturiera è crollata per la prima volta in sei anni.

Secondo Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit, “a giugno l’economia dell’eurozona accelera il ritmo, con l’indice principale PMI in aumento dai valori minimi osservati ad inizio anno, lasciando intendere che il peggio è ormai passato. Ad ogni modo, il tasso di espansione generale è rimasto debole e i dati dell’indagine del secondo trimestre hanno mostrato una crescita dell’eurozona appena superiore allo 0.2%. Ad ogni modo, si allarga sempre più il divario della tendenza di crescita tra le nazioni del centro e quelle periferiche. La Germania e la Francia mostrano entrambe performance migliori rispetto ad inizio anno, a causa dell’uscita di scena di fattori straordinari, quali le tensioni politiche in Francia. Detto ciò gli ultimi dati sottolineano un aumento delle preoccupazioni su come il resto delle nazioni stia scivolando verso la stagnazione. La crescita rimane inoltre legata al settore dei servizi, che a sua volta segnala la forza della domanda nazionale dei consumatori e le migliorate condizioni del mercato del lavoro. Di contro, il settore manifatturiero è rimasto in forte contrazione mostrando solo leggeri segnali di moderazione. Conseguentemente, il tasso generale di crescita resta debole, e l’ulteriore peggioramento dell’ottimismo sull’attività dell’anno prossimo indica quanto il tasso di espansione continuerà ad essere influenzato dall’incertezza e dall’avversione al rischio. Le preoccupazioni per una più debole crescita economica sia nazionale che estera, l’aumento di rischi geopolitici e le guerre commerciali continuano a dominare la scena, frenando la spesa, gli investimenti e l’ottimismo”.




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Scritto da Claudio C. Gandolfo il 21 Jun 2019 10:23







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