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IHS Markit PMI Composito Eurozona: a ottobre crescita più bassa in oltre 2 anni


La lettura finale dell’Indice IHS Markit PMI della Produzione Composita nell’Eurozona di ottobre ha indicato la più lenta espansione dell’economia dell’eurozona in più di due anni. Nonostante abbia registrato un valore maggiore rispetto alla recente stima flash di 52.7, la lettura finale di ottobre di 53.1 segna un calo rispetto a 54.1 del mese precedente ed un record negativo da settembre 2016. Entrambi i settori manifatturiero e terziario hanno registrato a ottobre un tasso più lento di crescita. Dopo settembre, il manifatturiero ha registrato un incremento più debole della produzione, posizionandosi sul più basso valore di crescita in quasi quattro anni. Nonostante abbia mantenuto forti livelli, il settore terziario ha indicato la crescita più lenta dall’inizio del 2017. A livello nazionale, l’incremento maggiore dell’attività è stato di nuovo quello irlandese, anche se i valori di produzione hanno registrato il tasso più lento in sette mesi. Sia la Francia che la Spagna hanno indicato rialzi dell’attività più consistenti, con una crescita rimasta superiore alla loro rispettiva media storica. La Germania invece ha assistito ad un crollo della crescita ai minimi in cinque mesi segnando inoltre il valore minimo registrato già un’altra volta in più di due anni. Allo stesso tempo, l’Italia ha indicato un calo dell’attività per la prima volta dalla fine del 2014. La generale flessione della crescita dell’attività è collegata al minore flusso dei nuovi ordini. I dati dell’indagine di ottobre hanno mostrato un modesto aumento delle commesse in entrata, al tasso più lento da settembre 2016. Visto l’ennesimo aumento delle commesse inevase, le capacità operative di ottobre sono rimaste sotto pressione. Anche se modesta, la quantità di ordini in giacenza è aumentata ininterrottamente per circa tre anni e mezzo, un incremento che ha continuato ad incoraggiare le aziende ad assumere personale aggiuntivo. L’occupazione, infatti, è fortemente aumentata, estendendo l’attuale sequenza di creazione occupazionale a quattro anni. Germania, Francia e Irlanda hanno indicato assunzioni in forte aumento, rispetto al più modesto avutosi in Italia e Spagna. Nel frattempo, i dati sui prezzi hanno segnalato un nuovo forte incremento delle spese operative aziendali. Il campione monitorato ha spesso citato i maggiori costi energetici e del carburante come causa dell’inflazione, mentre alcuni hanno fatto riferimento alle maggiori spese salariali, specialmente in Germania. Ai costi maggiori, le aziende hanno risposto con prezzi di vendita aumentati considerevolmente rispetto alla media storica, riportando diversi livelli d’inflazione nazionale. Se la Germania ha registrato un notevole incremento dei prezzi di vendita, in Francia e Spagna il livello d’inflazione è stato solo modesto, con piccoli cambiamenti in Italia. Infine, ad ottobre persistono le preoccupazioni sull’attività futura con la fiducia scivolata ai livelli minimi in quasi quattro anni. Le aziende continuano a mostrare timori sulle misure protezionistiche globali e sui recenti sviluppi politici.

Secondo Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit, "Le aziende dell’eurozona hanno riportato un deludente inizio quarto trimestre. L’attività economica ha indicato il ritmo più lento di crescita in più di due anni e le aspettative hanno registrato il crollo peggiore dalla fine del 2014. Al rallentamento indotto dai livelli di export, le cui sorti sono legate alle crescenti tensioni commerciali e tariffe, si è aggiunto il peso di una progressiva incertezza politica, della crescente avversione al rischio e dell’inasprimento delle condizioni finanziare. La crisi è dunque diventata sempre più generale fino a coinvolgere sempre più l’economia del settore terziario. Se da una parte i valori indicati dal PMI suggeriscono una revisione al rialzo della stima flash dello 0.2% della crescita del PIL del terzo trimestre, è evidente che l’economia sia in fase di rallentamento e che nel quarto trimestre l’indebolimento si sia intensificato. L’Italia ha indicato un rallentamento particolarmente forte, scivolando a ottobre in zona contrazione; anche la Germania ha assistito ad un preoccupante rallentamento della crescita, ed entrambe le nazioni risentono delle crescenti incertezze politiche. Francia e Spagna, invece, stanno mostrando condizioni economiche più resistenti, sebbene entrambe stiano registrando una crescita molto più lenta rispetto ai primi mesi dell’anno”.

Classifica per Paese della crescita della produzione di ottobre

- Irlanda: 56.1 (minimo in 7 mesi);

- Francia: 54.1 (flash 54.3 e massimo in 2 mesi);

- Spagna: 53.7 (massimo in 4 mesi);

- Germania: 53.4 (flash 52.7 e minimo in 5 mesi);

- Italia: 49.3 (minimo in 59 mesi).




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Scritto da Claudio C. Gandolfo il 06 Nov 2018 10:15







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