IHS Markit PMI composito eurozona: a luglio cresce la crisi del manifatturiero


A luglio l’Indice Composito IHS Markit PMI della Produzione è scivolato sempre più verso il punto di non cambiamento di 50.0. Invariato rispetto al risultato flash che l’ha preceduto di 51.5, il livello ha mostrato una lieve crescita e un livello inferiore ai massimi su sette mesi di giugno di 52.2. L’indice principale ha continuato a celare differenze notevoli tra i risultati del settore manifatturiero e quelli del terziario. Mentre le attività in quest’ultimo sono aumentate ad un tasso sostenuto anche se leggermente più lento, c’è stato un crollo notevole e accelerato della produzione manifatturiera. Gli ultimi dati hanno mostrato che la produzione di beni è scesa per il sesto mese consecutivo e al livello massimo da aprile 2013. L’esempio più chiaro di queste tendenze è stato visto in Germania dove un’economia manifatturiera in rapido deterioramento è stata quasi completamente controbilanciata da una crescita robusta del settore dei servizi. Gli ultimi dati compositi hanno mostrato che l’economia tedesca si sta espandendo ai minimi in oltre sei anni. All’Italia non è andata molto meglio che alla Germania, nonostante la crescita sia un po’ migliorata e abbia raggiunto il livello massimo in quattro mesi. Una crescita modesta è stata osservata in Spagna ma si è trattato comunque della più debole in quasi sei anni. I risultati migliori sono stati osservati in Francia, anche se pure qui si è visto un tasso d’espansione relativamente debole e molto al di sotto del trend stabilito. La continua debolezza della domanda ha continuato a pesare sui risultati dell’economia totale della zona euro. I nuovi ordini ricevuti dal settore privato sono aumentati appena sotto la pressione di un’altra forte riduzione degli ordini ricevuti dal manifatturiero. Le aziende sono di nuovo riuscite a tenere gli ordini inevasi sotto controllo, come mostrato da una nuova contrazione dei livelli di questo indice. A luglio c’è stata la quinta contrazione consecutiva, nonché la maggiore da aprile, di commesse inevase. Le aziende sono riuscite a sostenere il carico di lavoro grazie a un altro aumento dell’occupazione, mantenendo un trend iniziato nel novembre 2014 anche se, a causa dei minori incrementi di nuovi ordini e attività, la crescita del personale è stata la minore da aprile 2016. Le assunzioni sono anche state minime visto il periodo di minore ottimismo rispetto al futuro. Gli ultimi dati mostrano che la fiducia era ai minimi in quasi cinque anni, e che le aziende tedesche erano di gran lunga le meno ottimiste rispetto agli sviluppi dei prossimi dodici mesi. Nel frattempo, le pressioni inflazionistiche hanno continuato a diminuire. Trascinati dalla diminuzione dei prezzi d’acquisto nel manifatturiero, i costi operativi sono aumentati al tasso minimo da settembre 2016. Allo stesso modo i prezzi alla vendita sono aumentati appena ed al tasso più debole in 32 mesi. Secondo Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit, “il settore dei servizi ha continuato a sostenere l’espansione dell’economia della zona euro all’inizio del terzo trimestre, ma ci sono segnali che l’entità della crisi manifatturiera stia cominciando ad essere sovrastante. Le preoccupazioni sulla guerra commerciale, il rallentamento della crescita economica, la diminuzione della domanda di apparecchiature professionali, il crollo delle vendite di automobili e le inquietudini geopolitiche come la Brexit sono in testa alla lista dei problemi che fanno piombare la produzione manifatturiera al tasso più rapido in oltre sei anni. Mentre il settore dei servizi ha aiutato a controbilanciare la crisi del manifatturiero, la crescita è anche scesa nel terziario a luglio, il che significa che il tasso generale d’espansione del PIL suggerito dai PMI è scivolato a 0.1%. La fonte principale di espansione al momento sembra essere la base clienti che è a suo turno incoraggiata dalla forza relativa del mercato del lavoro. Comunque, l’indagine di luglio indica i minori incrementi di posti lavoro il oltre tre anni, il che suggerisce che questo motore di crescita sta anche perdendo vigore e potrebbe aggiungere un altro ostacolo all’economia nei mesi entranti”.



Classifica del PMI Composito per Paese



- Francia: 51.9 (flash 51.7 e minimo in 2 mesi);



- Spagna: 51.7 (minimo in 68 mesi);



- Italia: 51.0 (massimo in 4 mesi);



- Germania: 50.9 (flash 51.4 e minimo in 73 mesi).




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Scritto da Claudio C. Gandolfo il 05 Aug 2019 17:53







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