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Elezioni francesi: le diverse sfide possibili




Il 2017 è un anno di elezioni nell’Unione europea. Gli investitori ora si concentrano sulla Francia, dove si vota il 23 aprile per eleggere un nuovo presidente. Promette di essere una gara testa a testa. In questa edizione speciale diamo la nostra opinione sulle elezioni francesi.

Cuore versus testa

Domenica prossima, gli elettori francesi scelgono il loro nuovo presidente. Secondo gli ultimi sondaggi, questa gara presidenziale promette di essere molto serrata. Marine Le Pen (destra) e Emmanuel Macron (centro) conducono i sondaggi, ciascuno con poco più del 20 per cento dei voti. François Fillon (destra) e Jean-Luc Mélenchon (sinistra) stanno correndo per un terzo posto con poco meno del 20 per cento dei voti. Dove Fillon negli ultimi mesi ha perso il sostegno in seguito ad una serie di scandali, il sostegno a Mélenchon è aumentato dopo la buona prestazione nei dibattiti elettorali. Il vincitore della domenica prossima non è necessariamente il nuovo presidente. Se nessun candidato ha una maggioranza assoluta, un secondo turno segue il 7 maggio, cosa che si è sempre verificata finora. In questo round, partecipano i due candidati più popolari. La differenza nel comportamento di voto nel primo e nel secondo turno può essere considerevole. I francesi di solito votano con il cuore nel primo turno e con la testa nel secondo.

Programmi elettorali

I risultati delle elezioni di domenica probabilmente scuoteranno i mercati finanziari. Le elezioni presidenziali francesi non sono solo importanti per la Francia, ma anche per l'Europa. Macron e Fillon vogliono allargare e/o approfondire l'integrazione europea, mentre Le Pen e Mélenchon preferiscono la disintegrazione e la rinazionalizzazione di gran parte della politica economica. Le Pen vuole negoziare con Bruxelles su un ritorno di poteri a Parigi e un referendum sull'adesione all'Unione europea (UE). Vuole sbarazzarsi anche dell'euro. Mélenchon è pure favorevole alla rinegoziazione (piano A). Il suo piano B propone un'uscita francese dall'UE. In entrambi i modi favorisce la reintroduzione di una moneta nazionale. Considerati gli scenari futuri per l'Europa, non sorprende che Macron e Fillon siano favorevoli al commercio libero (almeno all'interno dell'UE), mentre Le Pen e Mélenchon si concentrano sul protezionismo. Inoltre, le loro politiche fiscali sono molto diverse. Macron e Fillon vorrebbero migliorare la sostenibilità del debito riducendo la spesa pubblica. Entrambi vogliono ridurre fortemente il disavanzo di bilancio durante il loro mandato. Le Pen e Mélenchon, d'altra parte, causeranno solo maggiori pressioni sulla sostenibilità del debito. Inoltre, l'approccio dei problemi strutturali dell'economia francese si differenzia. Macron e Fillon propongono riforme strutturali per rendere il mercato del lavoro più flessibile e aumentarne la competitività, mentre i piani di Le Pen e Mélenchon causano solo problemi strutturali. Concludendo, Macron e Fillon hanno il programma elettorale per la presidenza francese più favorevole al mercato dei quattro candidati principali.

Le Pen versus Macron/Fillon

Tenuto conto dei diversi programmi, i mercati finanziari possono reagire sui risultati del 23 aprile. Pensiamo che nessuno dei candidati otterrà la maggioranza assoluta, rendendo necessario un secondo turno. Nel nostro caso di base, Le Pen vince il primo turno e concorre con Macron nel secondo. Supponiamo che lo spread a 10 del governo francese (contro la Germania) non si allarghi come conseguenza. Una possibilità limitata sulla ridenominazione - gli effetti della conversione di una moneta in un'altra - del debito pubblico e un premio più elevato per l'inflazione e il rischio di credito sono già stati valutati nelle ultime settimane. Come indicato in precedenza, secondo noi questo scenario è un punto di ingresso possibile. Secondo i sondaggi di opinione, Macron vincerà nel secondo turno. Di conseguenza, prevediamo un rimbalzo per l'8 maggio, il giorno dopo il secondo turno. Se Macron vince il primo turno e Le Pen si posiziona secondo, lo spread a 10 anni del governo francese potrebbe diminuire. Riteniamo inoltre che i mercati azionari possano salire più in alto, perché il premio per il rischio politico potrebbe diminuire. Anche se Le Pen gareggia con Fillon nel secondo turno, i sondaggi dicono che Le Pen ha poche possibilità di vincere. Pertanto, questo senario sarà anche per noi una possibile opportunità di ingresso.

Le Pen versus Mélenchon

Anche se questo non è il nostro scenario di base, c'è la possibilità che Le Pen e Mélenchon concorrano nel secondo turno. Considerando i piani europei di questi candidati, un'elezione di uno di loro può fare esplodere il progetto europeo. I mercati finanziari saranno probabilmente colpiti dall'incertezza. Un passo verso rifugi sicuri si verificherà, causando un ulteriore declino dei tassi di interesse tedeschi. Lo spread a 10 anni del governo francese probabilmente salirà fino a 200bp. Altri spread periferici potrebbero essere infettati a causa dei dubbi sul futuro del progetto euro, mentre i prezzi delle azioni (francesi) scendono notevolmente. E’ probabile che anche per l'euro si verifichi una svalutazione. Non è un buon momento per avere un portafoglio pieno di rischi. Tuttavia, una correzione estrema può essere una potenziale opportunità di acquisto. Se Le Pen e Mélenchon incroceranno le spade nel secondo turno, un'uscita francese dell'UE è ancora lontana. Una Frexit ha bisogno di un emendamento costituzionale per il quale la maggioranza di entrambe le case del parlamento debba essere d'accordo. E quando meno di tre quinti dei membri è a favore, è necessario organizzare un referendum. Non è certo che questi due candidati otterranno la maggioranza nell’Assemblea nazionale dopo le elezioni di giugno, dato il sistema di maggioranza con due turni in ogni distretto elettorale. Inoltre, la maggioranza del senato è quasi impossibile, dato che solo il 170 di 348 senatori sono eletti (indirettamente) il 24 settembre e entrambi i candidati sono al Senato adesso. Per di più, è discutibile se i francesi voteranno in un referendum il favore di una Frexit. Secondo i sondaggi, la maggioranza dei francesi non si oppone all'Europa.

Ruth van de Belt, Investment Strategist, Kempen Capital Management



 




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Scritto da Claudio C. Gandolfo il 21 Apr 2017 10:42





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