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Congiuntura Confcommercio: calma piatta a luglio e consumi in lieve calo




Secondo il bollettino mensile di Confcommercio sulla congiuntura italiana, i dati più recenti fanno emergere un quadro congiunturale caratterizzato da luci ed ombre. Queste informazioni, lette in un arco temporale più ampio del singolo mese, rendono sempre più concreto il rischio di un rallentamento dell’economia. La produzione industriale ha registrato a maggio, al netto dei fattori stagionali, un aumento dello 0,7% su base mensile (-1,3% ad aprile, -0,4% negli ultimi tre mesi) proseguendo nella fase di “stop and go” che la caratterizza da alcuni mesi. Nel confronto annuo la crescita è stata pari al 2,3%. L’occupazione ha presentato, nello stesso mese, una variazione congiunturale dello 0,5%. A giugno il sentiment delle famiglie ha mostrato un miglioramento, con una crescita del 2% (m/m), andamento che ha portato ad un parziale recupero. Per contro sul versante delle imprese si segnala l’ulteriore peggioramento del clima di fiducia del manifatturiero (-0,7% rispetto a maggio) tornato sui livelli dell’estate del 2017. Segnali di rallentamento sono emersi, ad aprile, anche dal versante degli ordinativi in calo dell’1,3% rispetto al mese precedente per la riduzione rilevata sia sul versante estero, sia su quello interno della domanda. Domanda interna che prosegue in un sentiero di difficile ripresa come segnala la riduzione dello 0,1% (m/m) dell’ICC nel mese di giugno. In linea con queste indicazioni, si stima, per luglio 2018, una variazione congiunturale nulla del PIL mensile e una variazione tendenziale dello 0,8% (0,9% a giugno), confermando un ulteriore rallentamento rispetto al primo trimestre. Nel secondo trimestre 2018 si prevede una crescita nulla del PIL in termini congiunturali, mentre il tasso di crescita tendenziale si attesterebbe all’1,0%.

ICC (Indicatore Consumi Confcommercio)

In un contesto i principali indicatori congiunturali si caratterizzano per i segnali non univoci e discontinui, le famiglie, condizionate da dinamiche reddituali contenute e dal permanere di una vasta area di disagio sociale, hanno mantenuto un profilo della domanda molto contenuto. A giugno 2018 l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ha registrato una diminuzione dello 0,1% in termini congiunturali, e dello 0,3% nei confronti dello stesso mese del 2017. In termini di media mobile l’evoluzione degli ultimi mesi ha, peraltro, segnalato una lieve tendenza al recupero.

Le dinamiche congiunturali

La flessione dello 0,1% registrata in termini congiunturali dall’ICC nel mese di giugno è sintesi di un aumento dello 0,7% della domanda relativa ai servizi e di una diminuzione dello 0,4% di quella per i beni. Per quanto concerne le singole macro-funzioni di spesa si conferma il permanere di dinamiche articolate, sintomo di un’evoluzione della domanda complessivamente debole e che non riesce ad instradarsi su un sentiero di affidabile ripresa. L’unica variazione di un certo rilievo, rispetto a maggio, si è registrata per la spesa per gli alberghi, i pasti e le consumazioni fuori casa (+1,1%) Più contenuto è stato l’aumento della domanda per i beni e ai servizi per le comunicazioni (+0,2%). Sostanzialmente stabile, rispetto al mese precedente, è risultata la spesa relativa ai beni e ai servizi ricreativi e per i beni e i servizi per la cura della persona (+0,1%). Per contro la riduzione più sensibile si è registrata per la spesa relativa ai beni e ai servizi per la mobilità (-1,2%), tornati a segnalare una variazione negativa dopo un trimestre di crescita. Decisamente più contenuta la flessione rilevata dalla domanda per i beni e i servizi per la casa (-0,1%). Relativamente agli alimentari, le bevande ed i tabacchi (-0,4%) e all’abbigliamento e alle calzature (-0,3%) anche nell’ultimo mese si conferma il permanere di una situazione di difficoltà.

Le dinamiche tendenziali

Nel confronto su base annua a giugno 2018 l’ICC ha registrato una diminuzione dello 0,3%. Il dato dell’ultimo mese è sintesi di un’evoluzione positiva della domanda relativa ai servizi (+1,3%) e di una flessione dello 0,9% della spesa per i beni. Relativamente alle diverse funzioni di spesa si segnala come l’incremento più sensibile, rispetto a giugno del 2017, si sia registrato per la spesa per i beni e i servizi per le comunicazioni (+2,6%). Lievemente più contenuta è risultata la variazione relativa alla domanda per gli alberghi, i pasti e le consumazioni fuori casa (+1,4%), segmento che si conferma come uno dei più dinamici. Aumenti di modesta entità si sono registrati per la domanda relativa ai beni e ai servizi per la mobilità, per i beni e i servizi ricreativi (+0,2%) e per i beni e i servizi per la cura della persona (+0,1%). Per contro, riduzioni di un certo rilievo continuano ad interessare la domanda relativa agli alimentari, le bevande ed i tabacchi (-1,7%), e all’abbigliamento e alle calzature (-2,0%). In ridimensionamento, rispetto a giugno dello scorso anno, è risultata, infine, la spesa per i beni e i servizi per la casa (-0,6%).

Prezzi: le tendenze a breve termine dei prezzi al consumo

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo , per il mese di luglio 2018 si stima, rispetto a giugno, un aumento dello 0,3%. Il dato riflette sia alcuni andamenti stagionali (servizi di trasporto), sia gli incrementi di alcune tariffe (energia e servizi postali). Nel confronto con luglio del 2017 la variazione dei prezzi dovrebbe collocarsi a +1,6%, in aumento rispetto al dato di giugno (+1,4%).




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Scritto da Claudio C. Gandolfo il 12 Jul 2018 10:00







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