Commercio estero: a giugno export +1,2 e import -2,1% su mese




In una congiuntura globale in frenata, con i mercati alle prese con la guerra dei dazi tra USA e Cina, ma anche tra USA ed Europa, che mostrano un rallentamento generalizzato, l’Italia presenta un dato positivo. Anzi, a giugno 2019 prosegue il trend di crescita congiunturale dell’export che persiste da quattro mesi. La positiva dinamica congiunturale di giugno è determinata dall’aumento delle vendite verso i mercati extra Ue. Questo a riprova che è nel vecchio continente che l'economia ristagna e necessita di nuovi impulsi ai consumi. La flessione dell’export su base annua è condizionata dalla contrazione nelle vendite di beni strumentali, che nell’anno precedente avevano registrato movimentazioni occasionali di elevato impatto. Nel primo semestre del 2019 l’export segna una crescita tendenziale del 2,7% in valore che si traduce tuttavia in una flessione dello 0,9% in volume a causa del sostenuto incremento dei valori medi unitari (+3,6%). Su base annua, la flessione dell’indice dei prezzi all’importazione interrompe la positiva evoluzione registrata a partire da dicembre 2016, risultando comunque stazionaria al netto dell’energia. Ma veniamo ai dati. Secondo quanto comunicato dall’Istat, a giugno 2019 si stima una crescita congiunturale per le esportazioni (+1,2%) e una flessione per le importazioni (-2,1%). L’aumento congiunturale dell’export è determinato dall’incremento delle vendite verso i mercati extra Ue (+3,9%) mentre quelle verso i Paesi Ue risultano in diminuzione (-1,0%). Nel secondo trimestre del 2019 si registra un aumento congiunturale per entrambi i flussi commerciali con l’estero, più intenso per le esportazioni (+1,7%) che per le importazioni (+1,2%). A giugno 2019 la diminuzione dell’export su base annua è pari a -3,5% ed è determinata dalla flessione delle vendite registrata sia per l’area Ue (-4,6%) sia per quella extra Ue (-2,1%). Analogamente le importazioni sono in diminuzione (-5,5%) sia dall’area Ue (-6,1%) sia dai mercati extra Ue (-4,7%). Tra i settori che contribuiscono alla flessione tendenziale dell’export si segnalano mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-26,4%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-5,9%), prodotti petroliferi raffinati (-14,5%) e autoveicoli (-8,3%), mentre nello stesso mese contribuiscono positivamente gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+34,5%). Su base annua, i Paesi che contribuiscono maggiormente alla diminuzione delle esportazioni sono Germania (-8,0%), Svizzera e paesi OPEC (-13,5% per entrambi), e Francia (-3,8%), mentre si registra un aumento delle vendite verso gli Stati Uniti (+4,1%) e il Giappone (+27,9%). Nei primi sei mesi del 2019, l’aumento su base annua dell’export (+2,7%) è determinato principalmente dalle vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+28,0%), prodotti tessili e dell'abbigliamento, pelli e accessori (+7,3%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+6,9%). Si stima che il surplus commerciale aumenti di 554 milioni di euro (da +5.174 milioni a giugno 2018 a +5.728 milioni a giugno 2019). Nei primi sei mesi dell’anno l’avanzo commerciale raggiunge +22.107 milioni (+42.414 milioni al netto dei prodotti energetici). Nel mese di giugno 2019 si stima che l’indice dei prezzi all’importazione diminuisca dell’1,4% in termini congiunturali e dell’1,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In entrambi i casi, la dinamica è sostanzialmente stazionaria al netto dell’energia.




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Scritto da Claudio C. Gandolfo il 09 Aug 2019 10:29







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